Editoriale
Approfondimenti
Per questo motivo, BIOGENESI opera una sintesi tra le forme più innovative della ricerca bio-medica, focalizzando l'attenzione sui più diversi aspetti della medicina moderna, dall'omeopatia (che rappresentò, alla fine del '700, una svolta storica della farmacologia sperimentale) all' omotossicologia, dalla fitoterapia fino alla cosmeceutica ed alle scienze nutrizionali per arrivare infine alla genetica ed alle nuove terapie cellulari. Un interessante spazio è riservato alla veterinaria ed alla recensione dei libri.
Il taglio che si è voluto dare alla pubblicazione è quello di una informazione scientifica multidisciplinare, strutturata in sommari ed approfondimenti per ogni argomento
In una interessante rubrica sono anche proposte le apparecchiature bioelettroniche, che in molti casi contribuiscono alla formulazione della diagnosi ed all’indirizzo della terapia.
L’idea è quella di dare una visione diversa e poliedrica (globale) per stimolare un momento di riflessione, tra chi si confronta quotidianamente con la clinica: uno spazio per pensare, approfondire, analizzare ed utilizzare gli aspetti più interessanti della medicina, che, al di là delle diversità tra convenzionale e non convenzionale, è UNA; ma anche una sfida dialettica serena e coinvolgente, in cui le ipotesi, le teorie ed i saperi, nati dalla tradizione e dalla innovazione, siano chiamati a confrontarsi, con tutte le opportunità pratiche e le ricadute terapeutiche, che ne possono derivare.
Se c’è un punto irrinunciabile, per un medico, questo è la non accettazione dei preconcetti disciplinari: il fondamento del sapere, infatti, è comune al buon senso della medicina e si allontana dagli specialismi.
È un ritorno più evoluto (ci si perdoni la presunzione) alla visione di insieme, che è un altro degli ambiziosi obiettivi di BIOGENESI.
Angelo Micozzi
Le basi molecolari per un intervento nutrizionale nella sclerosi multipla e nelle altre malattie croniche infiammatorie
Approfondimenti
In questo contesto, è però chiaro che qualsiasi tipo d’intervento nutrizionale deve avere delle solide basi biochimiche che permettano di valutare l’impatto della dieta - e/o dei principi nutrizionali - sulla malattia presa in considerazione e sulla terapia convenzionale in atto.
Alla fine della rivista pubblichiamo un articolo che tratta in modo approfondito e particolareggiato questa importante tematica: esso è redatto dal Professor Paolo Riccio, eminente ricercatore, che ha dedicato molto allo studio della Sclerosi Multipla (SM), partendo da un approccio biochimico. Nell’articolo, infatti, sono descritti i principi generali e le basi molecolari che possono giustificare un intervento nutrizionale nella SM.
Anche se la trattazione riguarda fondamentalmente l’aspetto infiammatorio della SM, i principi dietetici ed i meccanismi d’azione riportati hanno una validità generale e possono essere applicati anche nel caso di altre malattie croniche con una dimostrata componente infiammatoria.
Un programma per la riduzione del peso corporeo nell’ambito di diete ipocaloriche bilanciate
Approfondimenti
L’azione sinergica degli attivi in essi contenuti è in grado di coadiuvare il soggetto, sottoposto ad un regime calorico bilanciato, a riacquistare ed a mantenere il peso ideale e, quindi, anche una condizione di benessere psicofisico.Questo programma riduce, inoltre, il fenomeno di “rebound”, a causa del quale, dopo avere seguito diete ipocaloriche con molti sacrifici, ci si ritrova spesso al punto di partenza e cioè con tutti i chili persi, effetto tipico di diete che permettono una rapida perdita di peso ma che, una volta interrotte, comportano un altrettanto rapido recupero del peso perduto.
Il paziente in sovrappeso o obeso incontra, fondamentalmente, tre difficoltà quando è sottoposto ad un regime alimentare ipocalorico:
1) la fame, che inevitabilmente aumenta sia per ragioni fisiologiche che per motivi psicologici;
2) la perdita di massa magra: questo accade perché le proteine, che rappresentano un nutriente di costruzione, vengono metabolizzate, invece, a scopo energetico con conseguente produzione di metaboliti azotati, che prima di essere eliminati attraverso gli emuntori, concorrono a creare una condizione di accumulo di tossine;
3) l’adattamento metabolico: l’organismo, a causa di un ridotto apporto calorico (dieta), aumenta la propria capacità di assimilare i grassi ed i carboidrati, allo scopo di rendere disponibile una maggiore quota di energia.
KILOEQUIL Nuova Formulazione è composto da tre integratori naturali, KiloEquil 1, 2, 3 e rappresenta un validissimo aiuto nel risolvere tutte queste problematiche al fine di raggiungere e mantenere il peso forma e, quindi, una condizione di benessere psico-fisico ottimale.
Inulina, Tarassaco E.S. e Gambo di Ananas E.S.
Utili per favorire il meccanismo antifame, il drenaggio dei liquidi e la depurazione dell’organismo
Utili per favorire il meccanismo antifame, il drenaggio dei liquidi e la depurazione dell’organismo
Nella letteratura scientifica è noto per le sue proprietà diuretiche e disintossicanti del fegato, dei reni e dell’intestino; è in grado di aumentare e di stimolare la secrezione biliare, (Chabrol e collaboratori, 1931) influendo sia sulla predisposizione alla formazione di calcoli, sia sul calcolo già formato.
Per questo motivo il tarassaco è utile in caso di itterizia, calcoli biliari e nell'insufficienza epatica.
Secondo la fitoterapia moderna, il tarassaco avrebbe anche una azione ipocolesterolemizzante, oltre alla già citata proprietà di "depurare" il fegato.
Le sue sostanze agirebbero sulle membrane cellulari degli epatociti, ottimizzandone la funzione e regolarizzando anche il metabolismo dei grassi. Inoltre, sembra, che l’uso costante del tarassaco, riesca a normalizzare le transaminasi epatiche.
L'ananas è una pianta esotica molto diffusa nei climi tropicali, appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae. Il suo frutto è da sempre utilizzato a scopo alimentare. In fitoterapia si utilizza il gambo del frutto, particolarmente ricco in attivi, fra i quali i principali sono :bromelina, comosaina, ananaina. La bromelina, il componente attivo più importante, è un enzima proteolitico (proteinasi) in grado di rendere facilmente e velocemente assimilabili anche le proteine più complesse, siano esse di carne o di pesce: si trova in grandi quantità solo nel gambo d'ananas, mentre le altri parti del frutto ne sono praticamente prive. In studi di laboratorio la bromelina ha dimostrato di essere in grado di inattivare le proteine responsabili dei processi infiammatori e di favorire il riassorbimento degli edemi. Per quest'attività antinfiammatoria ed antiedematosa, gli estratti di gambo d'ananas vengono tradizionalmente utilizzati come drenanti e come coadiuvanti per migliorare l'aspetto cutaneo della cellulite, che è uno stato infiammatorio localizzato a livello del tessuto sottocutaneo, accompagnato da ritenzione idrica e rappresentato da un antiestetico aspetto a ''buccia d'arancia'' della pelle.
L'inulina, un polimero glucidico solubile in acqua: da un punto di vista nutrizionale è una fibra alimentare ipocalorica, 1 Kcal per grammo, molto utile come antifame e per favorire il riequilibrio della flora batterica intestinale, potenziandone l'attività e migliorandone il metabolismo. L'integrazione di inulina è importantissima per ottenere processi digestivi migliori e per la riduzione della formazione di gas a livello intestinale; è, inoltre, consigliata in caso di stipsi e diarrea, appunto per i suoi effetti regolarizzanti il transito intestinale.
Semi di Girasole e di Cartamo - Acido linoleico coniugato
Per favorire l’equilibrio tra massa magra e massa grassa.
Per favorire l’equilibrio tra massa magra e massa grassa.
Il CLA è una miscela di diversi isomeri dell’acido linoleico. Solo due presentano una spiccata attività: l’isomero cis-9, trans-11 e l’isomero cis -12, trans -10.
Essi agiscono sia sulla massa grassa che su quella magra, con un duplice meccanismo d’azione.
1) Gli effetti sulla massa grassa (azione dell’isomero attivo cis-12, trans-10) sono dovuti:
- all’inibizione del deposito dei grassi all’interno delle cellule adipose (adipociti);
- al consumo dei grassi già depositati;
- alla riduzione dell’aumento del volume corporeo;
- alla riduzione dell’effetto rebound (effetto tipico di diete che permettono una rapida perdita di peso ma che, una volta interrotte, comportano un altrettanto rapido recupero del peso perduto);
1) Gli effetti sulla massa grassa (azione dell’isomero attivo cis-12, trans-10) sono dovuti:
- all’inibizione del deposito dei grassi all’interno delle cellule adipose (adipociti);
- al consumo dei grassi già depositati;
- alla riduzione dell’aumento del volume corporeo;
- alla riduzione dell’effetto rebound (effetto tipico di diete che permettono una rapida perdita di peso ma che, una volta interrotte, comportano un altrettanto rapido recupero del peso perduto);
Inibisce, inoltre, l’azione della lipoproteina lipasi, proteina che permette il trasferimento dei trigliceridi dal sangue agli adipociti, dove vengono depositati e, contemporaneamente, stimola la lipolisi.
2) Gli effetti sulla massa magra (azione dell’isomero attivo cis-9, trans-11) sono dovuti:
- all’ossidazione degli acidi grassi nei mitocondri delle cellule muscolari;
- allo sviluppo della massa muscolare in soggetti che normalmente svolgono attività fisica e sportiva.
L’isomero cis-9, trans 11 favorisce inoltre l’azione della carnitina aciltransferasi, proteina che permette il trasferimento dei trigliceridi dal sangue ai mitocondri delle cellule muscolari, dove vengono utilizzati per produrre energia.
2) Gli effetti sulla massa magra (azione dell’isomero attivo cis-9, trans-11) sono dovuti:
- all’ossidazione degli acidi grassi nei mitocondri delle cellule muscolari;
- allo sviluppo della massa muscolare in soggetti che normalmente svolgono attività fisica e sportiva.
Faseolamina, Cassia nomame e Cromo picolinato
Coadiuvante nel controllo del metabolismo degli zuccheri e dei grassi.
Coadiuvante nel controllo del metabolismo degli zuccheri e dei grassi.
Rallentando la digestione e l'assorbimento dell'amido, la faseolamina promuove la riduzione del peso corporeo; può inoltre contribuire a migliorare l'equilibrio glicemico in presenza di diabete di tipo II non scompensato.
La Cassia nomame è ricca di luteolina e di altre sostanze che inibiscono l’azione delle lipasi, gli enzimi del pancreas utilizzati nella digestione dei grassi ingeriti con i cibo. La ricerca scientifica ha dimostrato che questa pianta può ridurre fino al 30% l’assorbimento dei grassi, limitando così l’apporto calorico complessivo e diminuendo il livello di trigliceridi e di colesterolo nel sangue.
Svolge, inoltre, un’efficace azione antigonfiore, ( pancia piatta), ed agisce contro la ritenzione idrica, rappresentando così un valido rimedio contro la cellulite.
Il cromo picolinato è utile per controllare l'appetito ed i crampi. Inoltre, è stato dimostrato che favorisce la riduzione dei depositi di grasso.
Migliora l'azione dell'insulina ed aumenta l'assorbimento del glucosio, pertanto favorisce una migliore circolazione del sangue ed il mantenimento del livello della glicemia.
Numerosi studi scientifici hanno confermato la capacità del cromo nel combattere il colesterolo e l'aterosclerosi.
Si attribuisce all'utilizzo del cromo la facilità maggiore con cui aumenta l'energia disponibile, si metabolizzano i grassi e si configurano i muscoli.
L'utilizzo del cromo coadiuva la perdita del peso corporeo, mediante la definizione del muscolo che sostituisce i depositi di grasso.
Il kiloEquil – è un integratore per la riduzione del peso corporeo. Composto dai tre integratori sinergici Kiloequil Plus 1,2,3, nell’arco della giornata, la corretta assunzione; rappresentano un ottimo complemento per i soggetti sottoposti ad un regime calorico controllato.
Sindrome allergica
Approfondimenti
Rinite, asma, eczema, orticaria ed allergia gastro-intestinale rappresentano le più comuni forme cliniche, le quali possono essere stagionali e non stagionali.1) il ruolo fondamentale del tessuto linfoide associato alle mucose
Gli elementi costitutivi del meccanismo patogenetico allergico sono di tipo molecolare (allergeni, IgE, cioè gli anticorpi specifici, prodotti dai linfociti B sotto lo stimolo specifico dei singoli allergeni; recettori di membrana, mediatori solubili) e di tipo cellulare (linfociti B, granulociti basofili e mastociti): essi rappresentano il punto cruciale di tale processo, in quanto la loro degranulazione libera sostanze fortemente vasoattive, quali l'istamina, da cui dipende la sintomatologia.
Gli allergeni possono essere di varia natura ed interagire, con l'organismo, a diversi livelli.
Per questo si considerano:
allergeni da inalazione (pollini, dermatophagoides, spore fungine, etc.), che interessano la mucosa respiratoria;
allergeni da ingestione (alimenti, sostanze chimiche e farmaci), che interessano la mucosa intestinale;
allergeni da iniezione (veleni di insetti, farmaci), con un coinvolgimento sistemico;
allergeni da contatto (sostanze chimiche e vegetali, etc.), che interessano l'epitelio cutaneo.
Lo scopo della terapia anti allergica è quello di modulare correttamente la risposta del sistema immunitario allorchè questo entra in contatto con l’allergene.allergeni da inalazione (pollini, dermatophagoides, spore fungine, etc.), che interessano la mucosa respiratoria;
allergeni da ingestione (alimenti, sostanze chimiche e farmaci), che interessano la mucosa intestinale;
allergeni da iniezione (veleni di insetti, farmaci), con un coinvolgimento sistemico;
allergeni da contatto (sostanze chimiche e vegetali, etc.), che interessano l'epitelio cutaneo.
La prima linea di difesa avviene dove il contatto con l’antigene è diretto e senza mediazioni:
mucosa intestinale (antigeni del cibo);
mucosa naso-faringea (antigeni dell’aria).
In queste mucose è presente il tessuto linfoide associato alla mucosa specifica o MALT: mucosa intestinale (antigeni del cibo);
mucosa naso-faringea (antigeni dell’aria).
considerata l'enorme quantità di antigeni che entra in contatto con tale mucosa, si comprende quanto sia importante la loro azione di difesa immunitaria.
Il ruolo del MALT è, quindi, quello di assicurare una risposta immunitaria completa ed equilibrata, sia umorale (mediante linfociti B-anticorpi) che cellulare (mediante linfociti T) in seguito agli stimoli antigenici locali.
In base alla localizzazione, i tessuti MALT vengono comunemente classificati in:
GALT (gut-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide associato all'intestino (appendice ileo-cecale e placche di Peyer);
BALT (bronchial-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide delle mucose bronchiali;
NALT (nose-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide associato alla mucosa nasale;
SALT (skin-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide presente sotto la pelle;
VALT (vascular-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide associato ai vasi sanguigni.
Questi sistemi sono in contatto continuo, ( rappresentano un vero e proprio “NETWORK IMMUNITARIO”, Niels Kaj Jerne Premio Nobel per la Medicina nel 1984), e modulano la risposta dell’organismo al contatto con l’antigene.GALT (gut-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide associato all'intestino (appendice ileo-cecale e placche di Peyer);
BALT (bronchial-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide delle mucose bronchiali;
NALT (nose-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide associato alla mucosa nasale;
SALT (skin-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide presente sotto la pelle;
VALT (vascular-associated lymphoid tissue), tessuto linfoide associato ai vasi sanguigni.
Si definisce “tolleranza immunitaria” la capacità di tali sistemi di interagire in modo ottimale tra di loro (questo è il motivo per cui un soggetto soffre di allergia ed un altro no).
Si comprende, ora, perché, ad esempio, gli allergeni del cibo possono scatenare, oltre a reazioni locali, anche reazioni nell’apparato respiratorio e, viceversa, gli allergeni dell’aria possono scatenare reazioni nella mucosa intestinale.
Exall, infatti, contiene ARGININA, un aminoacido utile nella crescita dei linfociti T i quali, differenziandosi in CD4, stimolano i linfociti B a produrre gli anticorpi dell’immunità cellulare ed umorale ( MALT e GALT).
Il prodotto, inoltre, è arricchito da:
PROBIOTICI: facilitano la produzione di anticorpi dal GALT in quanto contribuiscono a ripristinare la flora batterica intestinale eubiotica.
GLUCONATO DI ZINCO: agisce come coadiuvante della immunità cellulo-mediata ed in particolare della fagocitosi.
ACIDO FOLICO: carente nei pazienti allergici, diminuisce i livelli di IgE responsabili della reazione allergica.
CURCUMINA: favorisce l’azione di contrasto nei riguardi dei mediatori dell’infiammazione ed, indirettamente, sull’attivazione di cloni di anticorpi in eccesso.
Nei disturbi legati alle allergie primaverili (stagionali), l’assunzione di EXALL va iniziata tra febbraio e marzo e protratta fino a luglio.
Posologia:
Quattro capsule al dì (due a colazione e due a pranzo).
Nelle sindromi correlate alle ALLERGIE APERIODICHE si consigliano cicli a mesi alterni con la medesima posologia indicata.
Quattro capsule al dì (due a colazione e due a pranzo).
Nelle sindromi correlate alle ALLERGIE APERIODICHE si consigliano cicli a mesi alterni con la medesima posologia indicata.
Composizione per 100 ml:
Cappero E.F. 40%
Ribes nigrum E.F. 40%
Glycirriza glabra E.F. 20%
Cappero:Azione antistaminica ed antinfiammatoria. Antiossidante. Detossificante epatico. Attivo sul microcircolo (riequilibrio).
Ribes Nigrum: Antistaminico. Antinfiammatorio. Antiossidante
Glycirriza Glabra (Liquirizia): Antinfiammatorio. Lenitivo.
Allex è un efficace coadiuvante nella terapia delle Sindromi Allergiche e Pseudoallergiche (Intolleranze) relativamente ai vari organi ed apparati che esprimono i sintomi:
Pelle: Eczema, Orticaria, Dermatiti reattive di varia etiologia.
O.R.L: Riniti, Rinofaringiti, Laringiti, Laringospasmo.
Occhio: Congiuntiviti.
App. Respiratorio: Asma , Broncospasmo.
App. Digerente: Intolleranze alimentari, Reazioni avverse a cibi tossici.
Pelle: Eczema, Orticaria, Dermatiti reattive di varia etiologia.
O.R.L: Riniti, Rinofaringiti, Laringiti, Laringospasmo.
Occhio: Congiuntiviti.
App. Respiratorio: Asma , Broncospasmo.
App. Digerente: Intolleranze alimentari, Reazioni avverse a cibi tossici.
Posologia: 10 nebulizzazioni per assorbimento sublinguale più volte, fino a 6/8, al dì. La frequenza della somministrazione va adattata in relazione all’acuzie della sintomatologia clinica.
Terapie avanzate per una nuova medicina: le cellule staminali
Approfondimenti
Le cellule staminali rappresentano una eccezionale “risorsa biologica”: la OTI, Officine Terapie Innovative, sta affrontando grossi investimenti finanziari e culturali per arrivare ad offrire ai medici ed ai pazienti gli strumenti per curare in modo definitivo e risolutivo un ampio spettro di patologie degenerative.Questa iniziativa della OTI , che ha messo a punto una “Cell Factory” attrezzata per la fabbricazione di medicinali per le terapie avanzate, contribuisce in modo determinante al cammino della ricerca nell’ambito della medicina rigenerativa , ed offre alla regione in cui opera, l’Abruzzo, la possibilità di nuovi sviluppi scientifici ed occupazionali.
La scoperta delle cellule “staminali adulte” annunciata per la prima volta nel 1961 (J. Till e E. McCulloch), rappresenta l’inizio di un capitolo della ricerca storicamente significativo, che apre la strada ad una nuova branca della medicina: la medicina rigenerativa.
Le cellule staminali adulte sono cellule “multipotenti” ovvero capaci di differenziare in molti tipi cellulari. Esse sono presenti in vari tessuti dell’organismo umano ed hanno in comune con le cellule “staminali embrionali” la duplice capacità di rigenerarsi indefinitamente e di differenziare all’interno di diversi tipi di tessuti; allo stesso tempo, l’impiego di tali cellule non espone la comunità scientifica e l’opinione pubblica a dubbi di carattere etico.
Questo tipo di risorsa biologica permetterà in futuro di curare in modo definitivo e risolutivo un ampio spettro di patologie che comportano lesioni o degenerazione dei tessuti. Ciò in virtù della possibilità di espandere in coltura popolazioni di cellule staminali prelevate da vari tessuti del paziente e di condizionarne il differenziamento verso il tipo cellulare caratteristico del tessuto che si vuole ricostruire.
Un’intuizione del suo Fondatore, il Dott. Lamberto De Santis, ha portato la OTI-Officine Terapie Innovative ad affrontare investimenti finanziari e culturali nel settore delle terapie cosiddette avanzate, a base di cellule staminali.Realizzare una Cell-Factory per le manipolazioni cellulari, alla luce delle ancora scarse esperienze in un campo che presenta numerosi e, talvolta sconosciuti rischi, è oggi una impresa riservata solo a quelle grandi organizzazioni che operano con la determinazione e le necessarie conoscenze tecniche e normative. La OTI ha così realizzato una struttura attrezzata per la fabbricazione di medicinali per le terapie avanzate, con particolare riferimento a quelli di ingegneria tissutale, estensibile ai prodotti di terapia genica.
L’impianto è costituito da quattro laboratori a contaminazione controllata (clean room) di classe B, secondo la classificazione delle Good Manufactoring Practicies europee (GMP-EU), nonché da una serie di reparti, sempre a contaminazione controllata, necessari al controllo ed all’esecuzione di operazioni connesse con la manipolazione cellulare.
La Cell-factory, una delle rare strutture private ad operare in Italia, ha appena terminato la fase di qualificazione dei complessi impianti di trattamento dell’aria, del mantenimento dei livelli di inquinamento particellare, delle condizioni termo-igrometriche e di pressione degli ambienti. A breve la OTI richiederà l’accreditamento dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e dell’Istituto Superiore di Sanità, accreditamento rilasciato anche sulla base della convalida del processo di amplificazione cellulare condotto nei reparti secondo il più rigoroso Sistema di Assicurazione della Qualità.
L’iniziativa della OTI sicuramente contribuirà in modo determinante oltre che alla crescita delle conoscenze nel settore delle cellule staminali, anche allo sviluppo culturale ed occupazionale della regione nella quale la Cell-Factory opera.
Studio osservazionale sull’uso di un integratore alimentare come supporto alla terapia dell’artrosi nell’anziano
Approfondimenti
GLUCOSAMINA, CONDROITINSOLFATO e METILSULFONILMETANO: elementi utili nel mantenere la fisiologica funzionalità dell’apparato osteo-articolare.Esiste una letteratura scientifica internazionale molto ampia circa l’azione di queste tre sostanze: essa, fondamentalmente, è concorde nel dimostrare che l’assunzione di tali integratori è utile nel ritardare la disidratazione delle cartilagini, nel ripristinare l’elasticità dei tendini, nel favorire la formazione di nuovo tessuto cartilagineo, nell’inibire i processi infiammatori ed inoltre, nel lenire i dolori di origine muscolo scheletrica.
A tale proposito si riporta un abstract dello Studio Osservazionale inserito nel Protocollo Clinico per la Terapia dell’Artrosi nell’Anziano effettuato presso la RSA ( Residenza Sanitaria per Anziani ), di Pontirolo – Assago ( MI ),inserito nel progetto di ricerca clinica e di sperimentazione di Protocolli Terapeutici Assistenziali, il cui autore è il Dott. Salvatore Emanuele Aragona, protocollo nel quale ai pazienti è stato somministrato il prodotto SINERGIA OTI.
Materiali e Metodi.
Lo studio osservazionale ha avuto la durata di 60 giorni ed ha incluso 56 pazienti presenti nella struttura, la cui età media è stata di 78 anni con una prevalenza del sesso femminile dell’85%, tutti affetti da artropatia e degenerazione degli apparati osteo-muscolari e legamentosi, croniche ed invalidanti.
Al momento dello studio osservazionale i 56 pazienti assumevano periodicamente farmaci antiflogistici ed antidolorifici, svolgevano attività fisica tipo fisiokinesiterapia,ed erano sottoposti ad un notevole carico di altri farmaci per la presenza di comorbilità ( patologie concomitanti).
Il campione dei 56 pazienti ha assunto durante il pranzo la dose di 2 bustine di SINERGIA OTI per 15 giorni consecutivi; il protocollo è stato mantenuto per i 15 giorni successivi con la dose dimezzata di 1 bustina al giorno.
A tutti è stato somministrato anche 1 misurino di Neo Citrom polvere allo scopo di riequilibrare il pH gastrointestinale e l’acidosi tissutale.
Durante il periodo della somministrazione , l’osservazione sia del personale medico sia di quello infermieristico che del reparto di fisiokinesiterapia, è stata giornaliera.
Al momento dello studio osservazionale i 56 pazienti assumevano periodicamente farmaci antiflogistici ed antidolorifici, svolgevano attività fisica tipo fisiokinesiterapia,ed erano sottoposti ad un notevole carico di altri farmaci per la presenza di comorbilità ( patologie concomitanti).
Il campione dei 56 pazienti ha assunto durante il pranzo la dose di 2 bustine di SINERGIA OTI per 15 giorni consecutivi; il protocollo è stato mantenuto per i 15 giorni successivi con la dose dimezzata di 1 bustina al giorno.
A tutti è stato somministrato anche 1 misurino di Neo Citrom polvere allo scopo di riequilibrare il pH gastrointestinale e l’acidosi tissutale.
Durante il periodo della somministrazione , l’osservazione sia del personale medico sia di quello infermieristico che del reparto di fisiokinesiterapia, è stata giornaliera.
Risultati
La somministrazione di SINERGIA OTI non ha avuto effetti collaterali dal punto di vista di reazioni avverse e/o allergiche.
La tollerabilità del prodotto da parte dei pazienti è stata ottima.
La sintomatologia dolorosa acuta, subacuta e cronicaè migliorata nella quasi totalità dei casi e nel 60% dei soggetti, le terapie antidolorifiche al bisogno sono state sospese.
Gli standard quali-quantitativi dei movimenti articolari nel trattamento fisiokinesiterapico sono migliorati.
La tollerabilità del prodotto da parte dei pazienti è stata ottima.
La sintomatologia dolorosa acuta, subacuta e cronicaè migliorata nella quasi totalità dei casi e nel 60% dei soggetti, le terapie antidolorifiche al bisogno sono state sospese.
Gli standard quali-quantitativi dei movimenti articolari nel trattamento fisiokinesiterapico sono migliorati.
Conclusioni
SINERGIA OTI , grazie all’azione sinergica dei suoi componenti, favorisce la neoformazione del tessuto cartilagineo, con azione modulante nella neosintesi del collagene, facilita il corretto grado di idratazione dei tendini e dei legamenti, mantenendone così l’elasticità e la capacità di resistere alla trazione ed alla compressione.
Il prodotto, inoltre, è un valido complemento nel contenere la risposta infiammatoria, provocata dallo stress ossidativo derivante dall’accumulo di specie radicaliche nei liquidi cellulari, in quanto favorisce la permeabilità delle membrane cellulari coadiuvando l’eliminazione dei metaboliti tossici ed il ripristino del corretto turn over delle sostanze nutritive.
Infine, per le sue caratteristiche funzionali, SINERGIA OTI è utile anche nel contenere e lenire la manifestazione dolorosa associata alle affezioni acute e croniche che colpiscono l’apparato muscolo–scheletrico.
Per questi motivi, negli ultimi anni, il tradizionale approccio terapeutico a queste e ad altre patologie, si sta sempre più aprendo al contributo molto utile degli integratori alimentari.
Il prodotto, inoltre, è un valido complemento nel contenere la risposta infiammatoria, provocata dallo stress ossidativo derivante dall’accumulo di specie radicaliche nei liquidi cellulari, in quanto favorisce la permeabilità delle membrane cellulari coadiuvando l’eliminazione dei metaboliti tossici ed il ripristino del corretto turn over delle sostanze nutritive.
Infine, per le sue caratteristiche funzionali, SINERGIA OTI è utile anche nel contenere e lenire la manifestazione dolorosa associata alle affezioni acute e croniche che colpiscono l’apparato muscolo–scheletrico.
Per questi motivi, negli ultimi anni, il tradizionale approccio terapeutico a queste e ad altre patologie, si sta sempre più aprendo al contributo molto utile degli integratori alimentari.
SINERGIA OTI
GLUCOSAMINA, CONDROITINSOLFATO e METILSULFONILMETANO: elementi utili nel mantenere la fisiologica funzionalità dell’apparato osteo-articolare.
La GLUCOSAMINA è chimicamente uno zucchero amminico: essa è uno dei principali precursori nella sintesi delle proteine glicosilate, dei lipidi e dei glicosaminoglicani, che sono i componenti fondamentali della cartilagine articolare ( il tessuto cartilagineo è un tessuto connettivo di sostegno specializzato).
La Glucosamina è, da anni, impiegata come utile complemento nelle affezioni dell’apparato osteoarticolare grazie alla capacità di entrare nel metabolismo della cartilagine articolare ed alla sua azione antinfiammatoria.
La Glucosamina è, da anni, impiegata come utile complemento nelle affezioni dell’apparato osteoarticolare grazie alla capacità di entrare nel metabolismo della cartilagine articolare ed alla sua azione antinfiammatoria.
Il CONDROITINSOLFATO è un glicosaminoglicano (GAG) solfato , composto da una catena alternata di zuccheri : N-acetilgalattosamina e acido glucuronico. Normalmente è associato alle proteine, a formare i proteoglicani.
Il solfato di condroitina è un importante componente strutturale della cartilagine: infatti, conferisce ad essa una grande capacità di resistenza alla compressione ed alla trazione.
E’ il substrato per la sintesi di nuova cartilagine e trattiene l’acqua che nutre e lubrifica le articolazioni. Inibisce, inoltre, gli enzimi che degradano la cartilagine.
Il solfato di condroitina è un importante componente strutturale della cartilagine: infatti, conferisce ad essa una grande capacità di resistenza alla compressione ed alla trazione.
E’ il substrato per la sintesi di nuova cartilagine e trattiene l’acqua che nutre e lubrifica le articolazioni. Inibisce, inoltre, gli enzimi che degradano la cartilagine.
Il METILSULSULFONILNILMETANO ( MSM) è la forma naturale dello zolfo organico: si trova nel latte e latticini, nella frutta e nei vegetali, nella carne e nel pesce.
Lo zolfo è il quarto minerale presente, come quantità, nel nostro corpo: è di fondamentale importanza per tutte le funzioni delle nostre cellule. La carenza di zolfo organico, poiché il nostro organismo non riesce a produrlo da solo per ricostruire delle cellule sane e flessibili, provoca una serie di alterazioni che modificano profondamente l’equilibrio dell’intero organismo.
Uno dei suoi numerosi compiti è quello di fare in modo che le membrane delle cellule siano più "permeabili". Ciò significa che le cellule possono eliminare più facilmente "i rifiuti" che si formano al loro interno, ed, altrettanto facilmente, assorbire le sostanze nutrienti.
Questa caratteristica di aumentare la permeabilità delle cellule può spiegare la capacità dell' MSM di lenire il dolore, che , spesso, è causato da un accumulo di sostanze tossiche nelle articolazioni, nei muscoli e nei liquidi sia eso che endocellulari.
IL prodotto SINERGIA OTI contiene questi tre elementi in alta concentrazione e la sua composizione, priva di qualsiasi additivo, garantisce un assorbimento ottimale consentendo una somministrazione giornaliera, preferibilmente prima di uno dei due pasti principali.
Lo zolfo è il quarto minerale presente, come quantità, nel nostro corpo: è di fondamentale importanza per tutte le funzioni delle nostre cellule. La carenza di zolfo organico, poiché il nostro organismo non riesce a produrlo da solo per ricostruire delle cellule sane e flessibili, provoca una serie di alterazioni che modificano profondamente l’equilibrio dell’intero organismo.
Uno dei suoi numerosi compiti è quello di fare in modo che le membrane delle cellule siano più "permeabili". Ciò significa che le cellule possono eliminare più facilmente "i rifiuti" che si formano al loro interno, ed, altrettanto facilmente, assorbire le sostanze nutrienti.
Questa caratteristica di aumentare la permeabilità delle cellule può spiegare la capacità dell' MSM di lenire il dolore, che , spesso, è causato da un accumulo di sostanze tossiche nelle articolazioni, nei muscoli e nei liquidi sia eso che endocellulari.
Data la natura degenerativa delle affezioni osteoarticolari, è consigliabile protrarre l’assunzione dell’integratore alimentare SINERGIA OTI per tre mesi e ripeterla per tre volte all’anno.
Il prodotto, favorendo la funzionalità articolare, è indicato anche per tutti coloro che svolgono una attività sportiva intensa che sottopone le articolazioni a sollecitazioni continue e prolungate.
COMPOSIZIONE per bustina monodose da 2 gr:
Confezione: astuccio da 25 bustine monodose.
| Glucosamina solfato | 400 mg |
|---|---|
| Condroitinsolfato | 500 mg |
| Metilsulfonilmetano | 1100 mg |
Confezione: astuccio da 25 bustine monodose.
Le basi molecolari per un intervento nutrizionale nella sclerosi multipla e nelle altre malattie croniche infiammatorie
Paolo Riccio
La SM è una malattia cronica, infiammatoria ed autoimmune del Sistema Nervoso Centrale che colpisce i giovani adulti e soprattutto le donne [1]: è caratterizzata da processi infiammatori perivascolari a livello della Barriera Emato-Encefalica e dalla degradazione della guaina mielinica con relativa compromissione degli assoni [2]. La sua eziologia è sconosciuta e ciò può essere attribuito al suo carattere di malattia multifattoriale.
Inoltre, gli studi sull’influenza della migrazione sulla SM indicano che lo spostamento della residenza da un’area ad alta incidenza ad un’altra a bassa incidenza prima dei 15–16 anni, determina un indice di rischio basso, mentre nella migrazione dopo quest’età tale indice non cambia.
È probabile che la particolare distribuzione geografica della SM e l’influenza della migrazione sul rischio di malattia siano da mettere in relazione con un impatto ambientale di tipo nutrizionale piuttosto che di natura infettiva o tossicologica. Nei paesi occidentali ad alto reddito in cui è diffusa la SM, lo stile di vita è basato su di una dieta ipercalorica, eccessivamente ricca di carboidrati raffinati e di grassi saturi di origine animale.
Un altro elemento correlato con l’alimentazione e la distribuzione geografica è rappresentato dalla disponibilità di vitamina D che è più ridotta alle latitudini in cui è minore l’esposizione alla luce del sole. Il ruolo della nutrizione nella eziopatogenesi della SM è tuttavia ancora poco chiaro e deve essere dimostrato.
Gli studi sulla correlazione fra nutrizione e SM sono molto pochi ed allo stato attuale, il trattamento della SM non è associato ad alcuna dieta in particolare. Tuttavia, gran parte (70%) dei pazienti con SM ricorre a trattamenti complementari ed alternativi (CAM), spesso senza neanche informare il proprio medico.
[1] Dipartimento di Biologia D.B.A.F., University of Basilicata, 85100 Potenza;
[2] Istituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi (INBB), 00100 Roma
Fra le possibili cause della SM si possono citare, infatti, una possibile predisposizione genetica, una risposta immune alterata, e svariati fattori ambientali, fra i quali sono stati presi in considerazione le infezioni da virus o batteri, le intossicazioni da metalli pesanti, il fumo, e le abitudini alimentari non corrette.
Anche se attualmente niente di cui sopra può spiegare da solo l’origine della malattia, le evidenze di una possibile influenza dello stile alimentare sulla malattia sono abbastanza chiare. Secondo il report annuale del 2008 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, presentato con la Federazione Internazionale della Sclerosi Multipla, la SM è più diffusa nei paesi occidentali a reddito più alto e più lontani dell’Equatore ( www.who.int/entity/ mental_health/neurology/Atlas_MS_WEB ) [3].
Inoltre, gli studi sull’influenza della migrazione sulla SM indicano che lo spostamento della residenza da un’area ad alta incidenza ad un’altra a bassa incidenza prima dei 15–16 anni, determina un indice di rischio basso, mentre nella migrazione dopo quest’età tale indice non cambia.
È probabile che la particolare distribuzione geografica della SM e l’influenza della migrazione sul rischio di malattia siano da mettere in relazione con un impatto ambientale di tipo nutrizionale piuttosto che di natura infettiva o tossicologica. Nei paesi occidentali ad alto reddito in cui è diffusa la SM, lo stile di vita è basato su di una dieta ipercalorica, eccessivamente ricca di carboidrati raffinati e di grassi saturi di origine animale.
Un altro elemento correlato con l’alimentazione e la distribuzione geografica è rappresentato dalla disponibilità di vitamina D che è più ridotta alle latitudini in cui è minore l’esposizione alla luce del sole. Il ruolo della nutrizione nella eziopatogenesi della SM è tuttavia ancora poco chiaro e deve essere dimostrato.
Gli studi sulla correlazione fra nutrizione e SM sono molto pochi ed allo stato attuale, il trattamento della SM non è associato ad alcuna dieta in particolare. Tuttavia, gran parte (70%) dei pazienti con SM ricorre a trattamenti complementari ed alternativi (CAM), spesso senza neanche informare il proprio medico.
[1] Dipartimento di Biologia D.B.A.F., University of Basilicata, 85100 Potenza;
[2] Istituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi (INBB), 00100 Roma
DIETA E METABOLISMO
Noi siamo abituati a considerare il cibo in termini di calorie. Tuttavia, le molecole della dieta non sono semplici substrati che forniscono energia alla cellula: esse, infatti, possono influenzare direttamente il metabolismo cellulare.
In altri termini, la dieta e le specifiche molecole della dieta sono in grado di orientare il metabolismo cellulare verso il catabolismo (degradazione dei nutrienti e produzione di energia) o verso l’anabolismo (sintesi di macromolecole, di lipidi di deposito, ma anche di molecole pro-infiammatorie).
Fig. 1. Rappresentazione schematica del network biochimico cellulare e dell’influenza di alcuni composti naturali e di alcuni farmaci comuni sull’attività trascrizionale cellulare nel metabolismo, l’omeostasi energetica e l’infiammazione. Modificato da [5].
Abbreviationi: PPAR, recettori attivati per la proliferazione dei perossisomi; LXR, recettori X del fegato; RXR, recettori X per I retinoidi; NF-kB, fattore di trascrizione nucleare kB; AP-1, proteina attivatrice-1; SREBP, proteina coinvolta nella regolazione del metabolismo degli steroidi; ChREBP, proteina coinvolta nella regolazione del metabolismo dei carboidrati; Sirtuine, SIRT-1/2 enzimi deacetilanti; AMPK, Proteina Chinasi AMP-dipendente; MMP, metalloproteinasi; uPA, attivatore del plasminogeno; VEGF, fattore di crescita endoteliale vascolare; TNF, fattore di necrosi tumorale; ROS, specie reattive dell’ossigeno; ICAM-1, molecola di adesione intercellulare; VCAM-1, molecola di adesione vascolare;; n-3 PUFA, acidi grassi poliinsaturi a catena lunga omega-3.
Fra i più importanti recettori nucleari ci sono i recettori che attivano la proliferazione dei perossisomi (PPAR) [6] ed i recettori X del fegato (LXR) [7]. Entrambi competono con il recettore X per i retinoidi (RXR) [8] per la loro attività, sono cioè attivi soltanto se legati all’RXR.
In altri termini, la dieta e le specifiche molecole della dieta sono in grado di orientare il metabolismo cellulare verso il catabolismo (degradazione dei nutrienti e produzione di energia) o verso l’anabolismo (sintesi di macromolecole, di lipidi di deposito, ma anche di molecole pro-infiammatorie).
La loro azione si esercita attraverso il legame a particolari bersagli molecolari della cellula, in particolare enzimi, recettori nucleari e fattori di trascrizione, che agiscono come sensori capaci di rispondere a variazioni dei nutrienti nell’ambiente cellulare [4].
I fattori di trascrizione ed i recettori nucleari attivati si legano al DNA e regolano l’espressione genica ed il metabolismo dei nutrienti. L’influenza della nutrizione sul metabolismo e sui processi infiammatori è descritta schematicamente in Fig. 1, secondo quanto riportato da Riccio et al. [5]
Fig. 1. Rappresentazione schematica del network biochimico cellulare e dell’influenza di alcuni composti naturali e di alcuni farmaci comuni sull’attività trascrizionale cellulare nel metabolismo, l’omeostasi energetica e l’infiammazione. Modificato da [5].Abbreviationi: PPAR, recettori attivati per la proliferazione dei perossisomi; LXR, recettori X del fegato; RXR, recettori X per I retinoidi; NF-kB, fattore di trascrizione nucleare kB; AP-1, proteina attivatrice-1; SREBP, proteina coinvolta nella regolazione del metabolismo degli steroidi; ChREBP, proteina coinvolta nella regolazione del metabolismo dei carboidrati; Sirtuine, SIRT-1/2 enzimi deacetilanti; AMPK, Proteina Chinasi AMP-dipendente; MMP, metalloproteinasi; uPA, attivatore del plasminogeno; VEGF, fattore di crescita endoteliale vascolare; TNF, fattore di necrosi tumorale; ROS, specie reattive dell’ossigeno; ICAM-1, molecola di adesione intercellulare; VCAM-1, molecola di adesione vascolare;; n-3 PUFA, acidi grassi poliinsaturi a catena lunga omega-3.
Fra i più importanti recettori nucleari ci sono i recettori che attivano la proliferazione dei perossisomi (PPAR) [6] ed i recettori X del fegato (LXR) [7]. Entrambi competono con il recettore X per i retinoidi (RXR) [8] per la loro attività, sono cioè attivi soltanto se legati all’RXR.
Altri sensori coinvolti nel catabolismo sono le sirtuine (SIRT), una famiglia di sette enzimi dipendenti dal NAD+, che hanno il compito di deacetilare gli istoni [9], e le chinasi dipendenti dall’ AMP (AMPK) [10]. Il cross talk fra PPAR, AMPK e sirtuine induce la biogenesi mitochondriale e l’ossidazione degli acidi grassi e favorisce il catabolismo.
Gli LXR facilitano la sintesi degli acidi grassi e dei triacilgliceroli attivando la proteina che lega l’elemento di regolazione degli steroidi 1c (SREBP-1c), mentre bloccano la SREBP-2 e la sintesi del colesterolo. Gli LXR attivano anche la ChREBP, la proteina che regola la conversione dell’eccesso dei carboidrati in trigliceridi piuttosto che in glicogeno.
In conclusione, la scelta metabolica fra catabolismo ed anabolismo è determinata dalla presenza dei liganti di PPAR e LXR e dalla capacità di quest’ultimi di legarsi ai recettori RXR. Gli eterodimeri PPAR-RXR favoriscono il catabolismo, mentre gli eterodimeri LXR-RXR favoriscono l’anabolismo.
DIETA E INFIAMMAZIONE
Il link fra il metabolismo dei nutrienti ed il controllo dell’attività infiammatoria è dato dagli stessi sensori molecolari descritti nel paragrafo precedente e coinvolti nella risposta allo stato nutrizionale e nella regolazione dell’omeostasi energetica. Gli stessi sensori hanno infatti un ruolo anche nella regolazione dei processi infiammatori e rappresentano quindi la chiave molecolare per comprendere come la dieta possa influenzare il decorso di una malattia cronica infiammatoria.
I fattori di trascrizione coinvolti nella risposta infiammatoria ed immunitaria - mostrati al centro della fig. 1 – sono la Proteina Attivatrice-1 (AP-1) ed il Fattore di Trascrizione Nucleare k delle cellule B (NF-kB). L’NF-kB, attivato dalle specie reattive dell’ossigeno (ROS), le endotossine, i vari stimoli di natura infiammatoria, i raggi X, le sostanze cancerogene, o virus, si dissocia dalle sue proteine inibitorie IkB e trasloca nel nucleo, dove induce l’espressione di più di 200 geni coinvolti nella proliferazione cellulare, nell’infiammazione e nelle metastasi.
Nella SM, entrambi l’AP-1 e l’NF-kB sono attivati [11]. Ciò porta ad un’ iperproduzione di enzimi collegati con i processi infiammatori e, di conseguenza, dei loro prodotti: la gelatinasi B o metallo proteinasi-9 (MMP-9); gli attivatori del plasminogeno; la fosfolipasi A2 (PLA2); la ciclossigenasi-2 (COX-2) e le prostaglandine; lipossigenasi (LOX) e i leucotrieni; le citochine Th1, IL-1 e TNF; le molecole di adesione ICAM e VCAM; i ROS; la sintetasi dell’ossido nitrico (NO) e NO. Il risultato è un aumento dell’infiammazione, dello stress ossidativo e dell’angiogenesi.
A livello molecolare, i mediatori tra lo stato nutrizionale, il metabolismo e l’infiammazione, sono principalmente i recettori nucleari PPAR: questi, una volta attivati, inibiscono l’NF-kB e l’AP-1 e quindi l’espressione dei geni collegati con l’infiammazione, integrando così il metabolismo con la risposta infiammatoria ed autoimmune.
COMPONENTI DELLA DIETA DA EVITARE NELLA SM
ACIDI GRASSI SATURI DI ORIGINE ANIMALE E ACIDI GRASSI INSATURI “TRANS”
Fra i componenti della dieta presi in considerazione più di frequente per la loro influenza deleteria nei confronti della SM, ci sono gli acidi grassi saturi di origine animale che si trovano in alimenti quali il latte intero, burro, formaggio, carne, salsicce etc…
Nel 1950 Swank propose che il consumo di grasso animale saturo fosse direttamente correlato con la frequenza della SM, ma soltanto nel 2003, riuscì a fornire i dati che correlavano la restrizione dell’ assunzione di grasso animale con la remissione della SM [12].
Gli effetti nocivi dei grassi saturi furono attribuiti alla formazione di grossi aggregati che potevano ostruire i piccoli capillari e contribuire così alla malattia.
Altre ipotesi riguardavano le proprietà dei grassi saturi come:
1) la diminuzione della fluidità delle membrane;
2) l’aumento della sintesi del colesterolo;
3) l’attivazione del complesso recettoriale CD14/TLR4;
4) l’aumento della formazione di TNF-α, proteina C reattiva e fibrinogeno [13].
Fra i componenti della dieta presi in considerazione più di frequente per la loro influenza deleteria nei confronti della SM, ci sono gli acidi grassi saturi di origine animale che si trovano in alimenti quali il latte intero, burro, formaggio, carne, salsicce etc…
Nel 1950 Swank propose che il consumo di grasso animale saturo fosse direttamente correlato con la frequenza della SM, ma soltanto nel 2003, riuscì a fornire i dati che correlavano la restrizione dell’ assunzione di grasso animale con la remissione della SM [12].
Gli effetti nocivi dei grassi saturi furono attribuiti alla formazione di grossi aggregati che potevano ostruire i piccoli capillari e contribuire così alla malattia.
Altre ipotesi riguardavano le proprietà dei grassi saturi come:
1) la diminuzione della fluidità delle membrane;
2) l’aumento della sintesi del colesterolo;
3) l’attivazione del complesso recettoriale CD14/TLR4;
4) l’aumento della formazione di TNF-α, proteina C reattiva e fibrinogeno [13].
Studi più recenti indicano che l’azione dei grassi saturi è controllata a livello trascrizionale ed influenza l’espressione genica, il metabolismo cellulare, lo sviluppo e la differenziazione della cellula [14]. Infine, l’assunzione di acidi grassi di origine animale è spesso collegata ad una elevata assunzione di calorie ed alla lipogenesi.
Come si vedrà, ciò porta ad una variazione qualitativa e quantitativa della microflora batterica intestinale allo scopo di estrarre e depositare più energia dalla dieta e di inibire il catabolismo. Di conseguenza si può avere l’attivazione dei recettori AhR e delle cellule Th17 intestinali, l’iperproduzione di LPS e l’aumento della endotossemia plasmatica (oltre i 200 pg/ml).
Gli acidi grassi idrogenati, presenti nelle margarine ed in altri grassi vegetali trattati, sono acidi grassi trans a differenza degli acidi grassi naturali che sono cis.
Gli acidi grassi trans interferiscono con il metabolismo degli acidi grassi insaturi ed elevano i livelli dei marcatori dell’infiammazione sistemica come TNF-α IL-6, e proteina C reattiva [13].
Gli acidi grassi trans interferiscono con il metabolismo degli acidi grassi insaturi ed elevano i livelli dei marcatori dell’infiammazione sistemica come TNF-α IL-6, e proteina C reattiva [13].
Per questo motivo, l’assunzione frequente di fritture dovrebbe essere evitata in quanto essa converte gli acidi grassi insaturi cis in acidi grassi trans.
COMPOSTI NATURALI BIOATTIVI PRESENTI NELLA DIETA CHE FAVORISCONO IL BENESSERE DEL PAZIENTE CON SM
Particolari molecole presenti nella dieta sono in grado di contrastare gli effetti degli agenti microbici e degli acidi grassi saturi o trans, e limitano l’espressione di molecole pro-infiammatorie, lo stress ossidativo e l’angiogenesi.
Le più importanti molecole antinfiammatorie sono i polifenoli, i carotenoidi e gli acidi grassi insaturi essenziali presenti nei vegetali; gli acidi grassi poliinsaturi a catena lunga (PUFA) presenti nel pesce ed, in particolare, nell’olio di pesce; la vitamina D ed elementi come il selenio, il magnesio e lo zinco.
Le più importanti molecole antinfiammatorie sono i polifenoli, i carotenoidi e gli acidi grassi insaturi essenziali presenti nei vegetali; gli acidi grassi poliinsaturi a catena lunga (PUFA) presenti nel pesce ed, in particolare, nell’olio di pesce; la vitamina D ed elementi come il selenio, il magnesio e lo zinco.
POLIFENOLI E CAROTENOIDI
I polifenoli ed i carotenoidi sono molecole bioattive presenti nei vegetali, nelle spezie, nelle erbe, nella frutta, nel vino e nei succhi di frutta. Sono ben conosciuti per le loro proprietà antiossidanti e per la loro azione contro i radicali liberi, ma gli studi recenti indicano che essi hanno proprietà biologiche aggiuntive che vanno ben oltre la capacità antiossidante.
Il razionale per l’impiego degli antiossidanti nella SM è basato sull’osservazione che lo stress ossidativo è una delle più importanti componenti del processo infiammatorio, della degradazione della mielina e del danno neuronale [15]. Su queste basi, la somministrazione di dosi appropriate di polifenoli e di carotenoidi della dieta può essere molto utile per ristabilire il giusto equilibrio fra la formazione e la distruzione dei radicali liberi nel corso della malattia.
I polifenoli si suddividono in flavonoidi e non-flavonoidi. I flavonoidi, i più abbondanti polifenoli presenti nelle piante, sono più di 8000 composti differenti che hanno in comune la struttura (C6-C3-C6) del difenilpropano con due anelli benzenici separati da una piccola catena di tre atomi di carbonio (propano) che forma un eterociclo ossigenato.
A loro volta i flavonoidi si suddividono in varie classi: flavanoli (catechina, epigallocatechina), flavoni (luteolina, apigenina), flavanoni (naringenina, hesperidina), flavonoli (quercetina, miricetina), isoflavoni (daidzeina, genisteina), e antocianidine (cianidina, malvidina) [16, 17].
I non-flavonoidi sono acidi idrossicinnamici o fenolici (acido caffeico, acido ferulico, compresa la curcumina, un diferuilmetano), lignani (secoisolariciresinoli), stilbeni (resveratrolo). I non-flavonoidi hanno soltanto uno o due anelli fenolici.
In alternativa, i polifenoli possono essere suddivisi in quattro diverse classi:
1) quelli contenenti l’unità pirocatecolo (1,2 benzene diolo), come l’idrossitirosolo, l’acido caffeico, la curcumina);
2) quelli contenenti l’unità resorcinolo (1,3 benzene diolo), come il resveratrolo e la genisteina;
3) quelli contenenti sia il pirocatecolo che il resorcinolo, come la quercetina, la catechina, e l’antocianidina; e infine,
4) quelli contenenti l’unità pirogallolo (1,2,3 benzene triolo) come l’epigallocatechina presente nel tè.
Quest’ultima classificazione può essere utile perchè i diversi gruppi chimici possono avere ovviamente diversi effetti.
È stato dimostrato che l’azione dei polifenoli è correlata con la loro struttura e dipende dal target coinvolto nel legame [18], e la stessa presenza del catecolo è stata associata di recente ad una forte attività anti-infiammatoria nella microglia e nei neutrofili attivati e può quindi essere utile per il trattamento delle malattie neurodegenerative [19, 20].
I più importanti polifenoli sono la quercetina, il resveratrolo, la curcumina; l’idrossitirosolo, le catechine, la daidzeina e la genisteina. Tra i carotenoidi, il più importante è il licopene.
La quercetina si trova nelle cipolle, nelle mele, negli agrumi e nel vino [21]. E’ presente soprattutto sotto la forma di glicoside con uno zucchero legato ad uno dei gruppi ossidrilici del flavonolo. La quercetina ha attività antiinfiammatoria, immunomodulante ed antivirale, riduce la proliferazione delle cellule mononucleate del sangue periferico e fa diminuire la produzione di IL-1β, TNF-α e MMP-9 (la gelatinasi B).
Tali effetti sono additivi a quelli dell’interferone-beta. La quercetina passa la barriera emato-encefalica, inibisce la fagocitosi della mielina bloccando i radicali liberi rilasciati dai macrofagi ed inibisce, inoltre, l’espressione delle citochine infiammatorie attraverso il blocco dell’ NF-kB.
Vieppiù, la quercetina inibisce l’angiogenesi, riduce l’infiammazione dipendente dai neutrofili ed ha effetti neuroprotettivi in quanto migliora l’Encefalite Allergica Sperimentale, il modello animale della SM. La quercetina non è tossica, ma il suo prodotto di ossidazione, la quercetina chinone, è molto reattivo nei confronti dei gruppi -SH delle proteine e con il glutatione, e potrebbe essere tossico. La co-presenza di acido lipoico o N-acetilcisteina dovrebbe limitare tali effetti tossici.
Tali effetti sono additivi a quelli dell’interferone-beta. La quercetina passa la barriera emato-encefalica, inibisce la fagocitosi della mielina bloccando i radicali liberi rilasciati dai macrofagi ed inibisce, inoltre, l’espressione delle citochine infiammatorie attraverso il blocco dell’ NF-kB.
Vieppiù, la quercetina inibisce l’angiogenesi, riduce l’infiammazione dipendente dai neutrofili ed ha effetti neuroprotettivi in quanto migliora l’Encefalite Allergica Sperimentale, il modello animale della SM. La quercetina non è tossica, ma il suo prodotto di ossidazione, la quercetina chinone, è molto reattivo nei confronti dei gruppi -SH delle proteine e con il glutatione, e potrebbe essere tossico. La co-presenza di acido lipoico o N-acetilcisteina dovrebbe limitare tali effetti tossici.
Il resveratrolo si trova nel vino rosso, la cioccolata, le arachidi, le bacche e l’uva nera. Il resveratrolo è glucuronato nel fegato e viene assorbito in questa forma principalmente nel duodeno. La trasformazione metabolica del resveratrolo sembra essere inibita dalla quercetina. Solo un numero limitato di molecole di resveratrolo sono adsorbite come tali.
Il resveratrolo ha un effetto neuroprotettivo e fa regredire l’Encefalite Allergica Sperimentale. Il resveratrolo ha proprietà anticarcinogene ed antiinfiammatorie[22]. Ha attività simile agli estrogeni e protegge il sistema cardiovascolare.
Inoltre ha attività antiradicali liberi ed inibisce l’aggregazione delle piastrine. A seconda della sua concentrazione, il resveratrolo media la morte cellulare di una gran varietà di cellule mediante necrosi o apoptosi inibendo l’attività dell’ NF-kB e dell’AP-1, ed attivando citocromo c, caspasi, catepsina D, p53, JNK e altri.
Il resveratrolo agisce come una molecola antiinfiammatoria non steroidea ed inibisce la produzione di numerose molecole pro-infiammatorie. Infine, il resveratrolo attiva i recettori nucleari PPAR-α / ϒ e gli enzimi chiamati sirtuine, una famiglia di deacetilasi degli istoni ed in particolare la SIRT2 (descritto in [5]).
Il resveratrolo ha un effetto neuroprotettivo e fa regredire l’Encefalite Allergica Sperimentale. Il resveratrolo ha proprietà anticarcinogene ed antiinfiammatorie[22]. Ha attività simile agli estrogeni e protegge il sistema cardiovascolare.
Inoltre ha attività antiradicali liberi ed inibisce l’aggregazione delle piastrine. A seconda della sua concentrazione, il resveratrolo media la morte cellulare di una gran varietà di cellule mediante necrosi o apoptosi inibendo l’attività dell’ NF-kB e dell’AP-1, ed attivando citocromo c, caspasi, catepsina D, p53, JNK e altri.
Il resveratrolo agisce come una molecola antiinfiammatoria non steroidea ed inibisce la produzione di numerose molecole pro-infiammatorie. Infine, il resveratrolo attiva i recettori nucleari PPAR-α / ϒ e gli enzimi chiamati sirtuine, una famiglia di deacetilasi degli istoni ed in particolare la SIRT2 (descritto in [5]).
La curcumina è il colorante giallo presente nel curry. Tra le sue attività, si possono citare le proprietà antiinfiammatorie e l’inibizione dell’ NF-kB e dell’AP-1 [23].
Le catechine sono polifenoli presenti nel tè verde. Hanno proprietà antiinfiammmatorie ed anticarcinogene [24], inibiscono l’attività delle metalloproteinasi (MMP) e l’assorbimento intestinale dei lipidi.
Il licopene è un carotenoide che si trova nel pomodoro, nell’anguria e nel pompelmo rosa. È un antiossidante due volte più potente del betacarotene e 100 volte più potente della vitamina E e protegge dal cancro [25].
L’idrossitirosolo è il principale antiossidante presente nell’olio di oliva ed è molto efficace contro i radicali liberi [26]. I flavonoidi della soia, come la genisteina, inibiscono le citochine proinfiammatorie e contrastano l’Encefalite Allergica Sperimentale [27].
TIOLI E VITAMINE
I composti contenenti gruppi tiolici (–SH) come l’acido alfa-lipoico, il glutatione e l’N-acetilcisteina sono da prendere in considerazione come possibili integratori alimentari da utilizzare per il trattamento complementare della SM.
L’N-acetilcisteina passa attraverso la BEE e la protegge dall’infiammazione [5]. Altri composti ed elementi che potrebbero essere usati come integratori nella SM sono le vitamine E, C, B12, e la niacina, la melatonina, lo zinco, il selenio [30], ed il magnesio [13].
La particolare distribuzione geografica della SM nel mondo può essere attribuita anche alla minore disponibilità di vitamina D3 a causa della minore esposizione alla luce solare in alcuni paesi, e la carenza di vitamina D può costituire un’altra possibile causa di origine ambientale della SM [31].
L’acido lipoico ha proprietà immunomodulanti antiinfiammatorie, stimola la produzione del cAMP e l’attività della proteina chinasi A [28], inibisce la sintesi dell’interferone ϒ e delle molecole di adesione, è efficace nel trattamento dell’Encefalite Allergica Sperimentale, influenza la migrazione delle cellule T nel Sistema nervoso Centrale e stabilizza l’integrità della barriera emato-encefalica.
Attualmente sono in corso diversi studi per stabilire i dosaggi da utilizzare per il trattamento dei pazienti con sclerosi multipla[29].
L’N-acetilcisteina passa attraverso la BEE e la protegge dall’infiammazione [5]. Altri composti ed elementi che potrebbero essere usati come integratori nella SM sono le vitamine E, C, B12, e la niacina, la melatonina, lo zinco, il selenio [30], ed il magnesio [13].
La particolare distribuzione geografica della SM nel mondo può essere attribuita anche alla minore disponibilità di vitamina D3 a causa della minore esposizione alla luce solare in alcuni paesi, e la carenza di vitamina D può costituire un’altra possibile causa di origine ambientale della SM [31].
Allo stato attuale, la vitamina D rappresenta la molecola più promettente per il trattamento di malattie come la SM. L’interazione diretta con i geni ed il suo ruolo immunomodulante possono rappresentare la chiave per la prevenzione della malattia.
ACIDI GRASSI INSATURI E POLIINSATURI DAI VEGETALI, DAL PESCATO E DA OLIO DI PESCE
Gli acidi grassi insaturi e poliinsaturi costituiscono l’alternativa agli acidi grassi saturi di origine animale. Sono presenti nei vegetali, nel pescato e nell’olio di pesce.
Fra gli oli estratti dai vegetali, l’olio di oliva è da preferire all’olio di semi per l’ottimo rapporto fra acidi grassi saturi e insaturi (acido oleico).L’olio di oliva contiene inoltre l’antiossidante idrossitirosolo. Gli oli vegetali contengono anche gli acidi grassi essenziali (EFA): acido linoleico (n-6) e acido linolenico (n-3).
Gli acidi grassi n-6 e n-3 hanno effetti opposti e la loro presenza nella dieta dovrebbe essere equivalente [32].
Tuttavia, nelle diete occidentali il rapporto n-6/n-3 è aumentato da 6 a 15 volte e ciò comporta una più alta incidenza di malattie cardiovascolari ed infiammatorie.
Infatti, l’acido linoleico porta alla formazione dell’acido arachidonico (20:4), il precursore degli eicosanoidi proinfiammatori come le prostaglandine-2, i leucotrieni-4, e i trombossani-2.
La sintesi di tali eicosanoidi è favorita dall’insulina ed inibita dall’aspirina, ma anche dagli acidi grassi n-3 a catena lunga (PUFA), EPA (acido eicosapentaenoico e DHA (acido docosaesanoico), che derivano dall’acido linolenico dei vegetali.
Il DHA è presente nel cervello in grandi concentrazioni ed i suoi livelli decrescono nei pazienti con SM. Sia DHA che EPA si trovano nei prodotti del mare e nell’ olio di pesce. Entrambi mostrano notevoli proprietà anti-infiammatorie, anti-trombotiche e immunomodulanti, confrontabili con quelle delle statine.
Hanno effetti neuroprotettivi e grande valore terapeutico in molte malattie neurologiche [33]. Gli n-3 PUFA agiscono anche a livello dell’espressione genica ed inibiscono i recettori nucleari ed i fattori di trascrizione come LXR, NF-kB, e SREBP-1c ed attivano i recettori nucleari PPAR.
Di conseguenza gli n-3 PUFA inibiscono i processi infiammatori e la sintesi degli acidi grassi e del colesterolo, ma stimolano l’ossidazione degli acidi grassi [34]. Su queste basi, nelle malattie infiammatorie croniche come la SM, gli acidi grassi essenziali (EFA) n-3 e gli n-3 PUFA della dieta dovrebbero prevalere sugli acidi grassi n-6.
Nelle cellule microgliali in coltura attivate da LPS, l’olio di pesce inibisce l’espressione della MMP-9, un importante mediatore della neuroinfiammazione e della degradazione mielinica [35], allo stesso modo dell’interferone β [36]. Come l’interferone β, EPA e DHA inibiscono anche la formazione dell’interferone ϒ.
Hanno effetti neuroprotettivi e grande valore terapeutico in molte malattie neurologiche [33]. Gli n-3 PUFA agiscono anche a livello dell’espressione genica ed inibiscono i recettori nucleari ed i fattori di trascrizione come LXR, NF-kB, e SREBP-1c ed attivano i recettori nucleari PPAR.
Di conseguenza gli n-3 PUFA inibiscono i processi infiammatori e la sintesi degli acidi grassi e del colesterolo, ma stimolano l’ossidazione degli acidi grassi [34]. Su queste basi, nelle malattie infiammatorie croniche come la SM, gli acidi grassi essenziali (EFA) n-3 e gli n-3 PUFA della dieta dovrebbero prevalere sugli acidi grassi n-6.
Inoltre, gli n-3 PUFA fanno diminuire in modo significativo i livelli della MMP-9 nella SM [37], e molti studi clinici indicano che gli n-3 PUFA possono rappresentare un buon trattamento complementare nel corso della SM [38, 39]. L’olio di pesce non è tossico ed è stato dimostrato che migliora anche l’attività motoria dei ratti sani appena nati [40].
Gli oli di semi da girasole, mais, soia, e sesamo, contengono più acidi grassi insaturi n-6 che n-3 e la loro assunzione dovrebbe essere limitata nella SM, per evitare la produzione degli eicosanoidi pro-infiammatori. L’olio della noce di cocco ha un elevato contenuto di acidi grassi saturi.
L’alternativa a questi oli è rappresentata dall’olio d’oliva. I PUFA non sono degli antiossidanti e, per evitare la loro ossidazione, il loro utilizzo dovrebbe essere integrato con antiossidanti.
Gli oli di semi da girasole, mais, soia, e sesamo, contengono più acidi grassi insaturi n-6 che n-3 e la loro assunzione dovrebbe essere limitata nella SM, per evitare la produzione degli eicosanoidi pro-infiammatori. L’olio della noce di cocco ha un elevato contenuto di acidi grassi saturi.
L’alternativa a questi oli è rappresentata dall’olio d’oliva. I PUFA non sono degli antiossidanti e, per evitare la loro ossidazione, il loro utilizzo dovrebbe essere integrato con antiossidanti.
RESTRIZIONE CALORICA
La dieta non riguarda soltanto l’assunzione di sostanze “buone” o “cattive” per la salute: in realtà, ciò che decisamente fa aumentare il rischio di malattie infiammatorie croniche è l’assunzione eccessiva di calorie che provoca la produzione di radicali liberi e l’ infiammazione.
Invece, la restrizione calorica, che si ottiene attraverso una marcata diminuzione delle calorie alimentari, anche con il digiuno intermittente (“un giorno sì e l’altro no”) protegge dalle malattie neurodegenerative nei modelli animali e potrebbe essere efficace nel contrastare la progressione della malattia [41, 42].
La restrizione calorica induce una diminuzione del danno ossidativo ed i suoi effetti possono essere emulati dal resveratrolo.
Invece, la restrizione calorica, che si ottiene attraverso una marcata diminuzione delle calorie alimentari, anche con il digiuno intermittente (“un giorno sì e l’altro no”) protegge dalle malattie neurodegenerative nei modelli animali e potrebbe essere efficace nel contrastare la progressione della malattia [41, 42].
La restrizione calorica induce una diminuzione del danno ossidativo ed i suoi effetti possono essere emulati dal resveratrolo.
ESERCIZIO FISICO
In generale, l’attività fisica è molto utile. A livello molecolare, l’esercizio fisico esercita il suo effetto benefico agendo sulla proteina chinasi attivata dall’AMP (AMPK) e sull’asse metabolico che coinvolge AMPK-PPAR delta.
L’AMPK ha un ruolo chiave nel bilancio energetico: porta alla soppressione delle vie biosintetiche che consumano ATP e favorisce le vie cataboliche e la formazione di ATP come la beta-ossidazione degli acidi grassi. L’AMPK è inoltre il bersaglio delle adipochine leptina e adiponectina e regola l’assunzione di cibo, il peso corporeo, e l’omeostasi del glucosio e dei lipidi.
Il resveratrolo e gli agonisti dell’AMPK come la metformina, un farmaco utilizzato nel diabete di tipo 2, possono simulare o esaltare l’effetto dell’attività fisica e sono efficaci nelle encefaliti sperimentali [43].
L’AMPK ha un ruolo chiave nel bilancio energetico: porta alla soppressione delle vie biosintetiche che consumano ATP e favorisce le vie cataboliche e la formazione di ATP come la beta-ossidazione degli acidi grassi. L’AMPK è inoltre il bersaglio delle adipochine leptina e adiponectina e regola l’assunzione di cibo, il peso corporeo, e l’omeostasi del glucosio e dei lipidi.
Il resveratrolo e gli agonisti dell’AMPK come la metformina, un farmaco utilizzato nel diabete di tipo 2, possono simulare o esaltare l’effetto dell’attività fisica e sono efficaci nelle encefaliti sperimentali [43].
L’esercizio fisico fa diminuire i livelli plasmatici della leptina e porta alla riduzione dell’espressione genica dei recettori della leptina nel fegato.L’associazione dell’esercizio fisico alla restrizione calorica porta a una significativa riduzione dei marcatori dell’infiammazione.
LA MICROFLORA INTESTINALE, LA SM E LE ALTRE MALATTIE CRONICHE INFIAMMATORIE
In alcuni pazienti con SM è stata osservata la presenza di anticorpi IgA e IgG nei confronti del glutine e della gliadina. La presenza di tali anticorpi potrebbe essere un segnale di un’aumentata permeabilità intestinale e del passaggio di peptidi più grossi del normale e di una loro possibile cross-reattività con le proteine self [44].
L’aumento della permeabilità intestinale potrebbe essere attribuito alle variazioni qualitative e quantitative della composizione della microflora intestinale che è coinvolta nella regolazione dell’omeostasi energetica. Variazioni nella microflora intestinale possono essere indotte a loro volta da una dieta ipercalorica, ad alto indice e carico glicemico [13], ricca di grassi animali e povera di fibre.
La finalità della variazione della microflora è quella di adeguarsi allo stile alimentare e quindi di favorire lo smaltimento ed il deposito delle calorie in eccesso, mentre il catabolismo viene inibito attraverso il blocco dell’AMPK [45].
In presenza di microflora disbiotica, l’LPS intestinale aumenta, le cellule T regolatorie (Treg) diminuiscono ed i recettori ArHR (aryl hydrocarbon receptors) e le cellule proinfiammatorie Th17 cells vengono attivate [5]. In particolare, l’aumento di LPS prodotto dai batteri Gram negativi favorisce il suo legame con i recettori CD14 e TLR4 e stimola la produzione di citochine pro-infiammatorie.
L’aumento della permeabilità intestinale potrebbe essere attribuito alle variazioni qualitative e quantitative della composizione della microflora intestinale che è coinvolta nella regolazione dell’omeostasi energetica. Variazioni nella microflora intestinale possono essere indotte a loro volta da una dieta ipercalorica, ad alto indice e carico glicemico [13], ricca di grassi animali e povera di fibre.
La finalità della variazione della microflora è quella di adeguarsi allo stile alimentare e quindi di favorire lo smaltimento ed il deposito delle calorie in eccesso, mentre il catabolismo viene inibito attraverso il blocco dell’AMPK [45].
In presenza di microflora disbiotica, l’LPS intestinale aumenta, le cellule T regolatorie (Treg) diminuiscono ed i recettori ArHR (aryl hydrocarbon receptors) e le cellule proinfiammatorie Th17 cells vengono attivate [5]. In particolare, l’aumento di LPS prodotto dai batteri Gram negativi favorisce il suo legame con i recettori CD14 e TLR4 e stimola la produzione di citochine pro-infiammatorie.
L’aumento di LPS porta inoltre alla progressiva disfunzione della barriera mucosale ed al conseguente aumento a livello plasmatico di LPS, che a sua volta influenza altri tessuti.
L’obesità, le malattie metaboliche ed in generale l’aumento delle malattie di natura infiammatoria nei paesi più sviluppati sono stati associati alla presenza di una microflora disbiotica [46].
In questo contesto è stato osservato che topi germ-free sono resistenti all’obesità indotta dalla dieta e che il trattamento antibiotico diretto ad alterare la microflora intestinale sopprime l’Encefalite Allergica Sperimentale [5].
L’obesità, le malattie metaboliche ed in generale l’aumento delle malattie di natura infiammatoria nei paesi più sviluppati sono stati associati alla presenza di una microflora disbiotica [46].
DISCUSSIONE
L’obiettivo di questa review è quello di dare delle indicazioni valide a livello molecolare su come la dieta e gli integratori alimentari possono influenzare il decorso della malattia e migliorare il benessere dei pazienti con SM e altre malattie croniche infiammatorie.
Il primo punto a favore di un possibile ruolo dello stile alimentare nellaSM è dato dall’analisi epidemiologica pubblicata nel 2008 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). C’è una buona corrispondenza geografica tra la diffusione della malattia, il tipo di alimentazione e la limitata esposizione alla luce solare. Il documento 2008 dell’OMS può spiegare anche il motivo perché la migrazione in giovane età può modificare il corso della malattia e perché i pazienti con SM abbiano livelli ridotti di vitamina D. A parte l’indagine epidemiologica dell’OMS, le ricerche che possono comprovare l’importanza della nutrizione nella SMe nelle altre malattie infiammatorie croniche, benchè numerose, sono per la maggior parte limitate a studi in vitro su colture cellulari o in modelli sperimentali animali.
Pochi sono gli studi clinici. Sulla base dei risultati ottenuti in tali studi, si può comunque affermare che il consumo di acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico, di acidi grassi polinsaturi n-3, di polifenoli, carotenoidi, fibre, e magnesio è associato ad una diminuzione dei livelli serici dei marcatori dell’infiammazione, mentre il consumo di acidi grassi saturi o trans, di acidi grassi polinsaturi n-6, e di cibi con alto indice glicemico, è associato ad un aumento dell’infiammazione [13].
Su queste basi, una dieta ipocalorica di stile mediterraneo di circa 1700 kcal/giorno, povera di grassi animali, distribuita in cinque pasti, basata sul consumo di pesce, di verdure e frutta, integrata dall’assunzione di soia e tè nero, dovrebbe rappresentare in futuro un trattamento complementare molto importante da associare alla terapia farmacologica. Molto importanti sono ovviamente anche la restrizione calorica, l’esercizio fisico e l’esposizione alla luce solare.
La dieta dovrebbe essere integrata con alcune vitamine (vitamina D e acido nicotinico), oligoelementi (magnesio e selenio), gli antiossidanti dei vegetali e della frutta, e gli acidi grassi poliinsaturi a catena lunga dei pesci, in grado di attivare il catabolismo e di bloccare i processi infiammatori. In generale, l’assunzione di antiossidanti fa aumentare la capacità antiossidante del sangue, ma la loro assunzione vicino ai pasti (prendiamo ad esempio l’abitudine tutta italiana di terminare il pasto con la frutta) permette di contrastare meglio anche gli effetti negativi dovuti a una dieta ipercalorica e troppo ricca di grassi animali.
Sulla base delle ricerche condotte sul cancro e l’artrite reumatoide, i polifenoli sembrano avere il potenziale per il trattamento di queste e di altre malattie croniche infiammatorie. In particolare, è stato dimostrato che l’assunzione giornaliera di 200 mL di spremuta d’arancia è associata a un rischio ridotto di avere l’artrite infiammatoria [13].Come indicato in questo articolo, le basi molecolari per un intervento nutrizionale nella SM sono da attribuire alla capacità della dieta e di alcuni composti naturali presenti negli alimenti di modulare il metabolismo cellulare, agendo su recettori nucleari, fattori di trascrizione ed enzimi. Fra questi i più interessanti sono i PPAR, che hanno un ruolo chiave nella regolazione del metabolismo e dell’infiammazione [47].
Con i contributi 2007/R/15 e 2010/R/35 della Fondazione Italiana Sclerosi
Multipla (FISM) a Paolo Riccio
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Una formulazione bifasica per una cosmeceutica funzionale attiva
vitamine A/C/E + acido ialuronico e astaxantina
vitamine A/C/E + acido ialuronico e astaxantina
Approfondimenti
La linea Viso ACTIVAGE, un nuovo pool di cosmeceutici studiati dalla divisione Cosmetic Bio Research della OTI Officine Terapie Innovative, è un trattamento Anti Ageing intensivo caratterizzato da 2 fasi:- un siero in fase liquida
- una crema in fase semi solida Il trattamento è costituito da 4 prodotti:
- ACTIVAGE COMPLEX crema viso
- ACTIVAGE Complex Serum / A - fluido + crema
- ACTIVAGE Complex Serum / C - fluido + crema
- ACTIVAGE Complex Serum / E - fluido + crema
I Complex Serum prevedono un flacone contagocce da 20 ml per il siero ed un tubo da 50 g per la crema disponibili nella stessa confezione.
- ACTIVAGE Complex Serum / A - fluido + crema
- ACTIVAGE Complex Serum / C - fluido + crema
- ACTIVAGE Complex Serum / E - fluido + crema
I prodotti non contengono conservanti e possono così essere usati anche sulle pelli più sensibili.
I tre Complex Serum sono soluzioni di Vitamine ad elevata concentrazione associati ad una crema caratterizzata da una forte azione antiossidante:
- ACTIVAGE Complex Serum / A con vitamina A
- ACTIVAGE Complex Serum / C con vitamina C
- ACTIVAGE Complex Serum / E con vitamina E
La scelta di preparare separatamente i Sieri con le singole Vitamine ci ha permesso di realizzare prodotti con una concentrazione molto elevata di principio attivo che normalmente non è presente nei prodotti commerciali data la difficoltà di realizzare emulsioni stabili in cui le vitamine si mantengano attive e disponibili nel tempo.- ACTIVAGE Complex Serum / A con vitamina A
- ACTIVAGE Complex Serum / C con vitamina C
- ACTIVAGE Complex Serum / E con vitamina E
La particolare forma di presentazione del prodotto, che prevede la crema ed il siero in contenitori separati ma disponibili nella stessa confezione, permette di combinare i principi attivi inalterati direttamente al momento dell'applicazione.
Il doppio contenitore (tubo + flacone contagocce) infatti, consente di mantenere le funzioni degli attivi garantendo il massimo dell'efficacia unitamente alla precisione della dose applicata, grazie al sistema del siero con contagocce
ACTIVAGE COMPLEX crema
Prodotto di elezione per pelli particolarmente stressate da fotoinvecchiamento, da esposizione solare o da trattamenti con radiazioni UVA/UVB e laser.
Acido ialuronico, Ceramidi, Astaxantina, GABA.
E’ una crema dalla texture ricca e facilmente spandibile che si assorbe rapidamente permettendone l’uso anche come crema da giorno: non contiene conservanti e la sua profumazione delicata è ottenuta senza l’impiego di sostanze sensibilizzanti.
Grazie all’alta concentrazione di Acido Ialuronico e di Ceramidi , questo prodotto svolge sulla pelle una profonda azione di mantenimento dell’equilibrio idrico cutaneo.
L’Acido ialuronico, noto per le sue proprietà idratanti ed anti-age, è uno dei componenti fondamentali del tessuto connettivo. Conferisce alla pelle importanti proprietà di resistenza e di elasticità. La sua carenza, dovuta all'invecchiamento, può determinare un indebolimento ed una ridotta compattezza della pelle, con il conseguente formarsi precoce delle rughe. Questo prezioso elemento è in grado di agire come “componente cementante”, atta a prevenire l’impoverimento dell’epidermide.
Le Ceramidi , presenti nella crema, sono una miscela di sostanze fosfolipidiche con struttura sovrapponibile ai lipidi normalmente contenuti nello strato protettivo cutaneo del quale riproducono perfettamente la funzione di idratazione e di mantenimento dell’equilibrio idrico.
L’azione antiossidante dell' Astaxantina, altro componente di ACTIVAGE Complex crema, migliora la texture della pelle del viso.
L’Astaxantina è un pigmento naturale rosso appartenente al gruppo dei carotenoidi, in particolare alla classe delle xantofille, abbondante nell’alga Haematococcus Pluvialis: è contenuta nella crema proprio come estratto di questa alga.
Essa condivide analogie strutturali con gli altri carotenoidi ma la presenza di gruppi funzionali terminali le consente una maggiore attività ed una grande diversità nelle proprietà chimiche e biologiche: ha una capacità antiossidante 2 volte superiore al beta-carotene e da 100 a 500 volte superiore alla vitamina E ed è in grado di inattivare i radicali liberi.
Grazie alle sue ridotte dimensioni, inoltre, la molecola di Astaxantina attraversa facilmente le membrane cellulari ed una volta penetrata all’interno del doppio strato lipidico, tende a posizionarsi trasversalmente con un effetto stabilizzante e protettivo.
Protegge le membrane mitocondriali ed il DNA dal danno fotoindotto ed ha un potente effetto antinfiammatorio.
La presenza nella crema ACTIVAGE COMPLEX del GABA, inoltre, assicura una progressiva azione liftante e ristrutturante restituendo compattezza all’architettura dei tratti del viso.
Studi in campo cosmetico hanno dimostrato, infatti, come il GABA (Acido GammaAmino Butirrico), una sostanza fisiologica, a livello topico possa svolgere un’efficace azione antirughe; è stato provato che il GABA è in grado di modulare il movimento dei muscoli facciali, riducendo le rughe di espressione.
Il GABA, in sintesi, riesce , a differenza ad esempio della tossina botulinica, ad inibire con naturalezza la tensione muscolare del viso attenuando le linee profonde localizzate sulla fronte, intorno agli occhi ed alle labbra.
La pelle del viso, in seguito al trattamento, risulta più tonica e compatta. Il GABA, per uso topico, è considerato l’Anti- Ageing naturale”. Gli effetti di questa sostanza sulla pelle sono cumulativi e non determinano reazioni secondarie: rappresenta, pertanto, un’alternativa sicura all'uso estetico della tossina botulinica e di altri prodotti sintetici.
Modalità d’uso: applicare la crema ActivAge Complex sul viso, sul collo e sul decollete, dopo una accurata detersione e ripetere l’applicazione alla mattina ed alla sera. Dopo il trattamento si può procedere al make-up normalmente usato.
Confezione: Tubo da 50 ml.
Confezione: Tubo da 50 ml.
ACTIVAGE Complex Serum A
Siero a base di Vitamina A al 5% + Crema ActivAge Complex
La Vitamina A viene utilizzata al fine di prevenire e di ritardare i fenomeni di senescenza cutanea.
Utile per una pelle matura o precocemente invecchiata, con la sua azione rigenerante e rivitalizzante conferisce al viso una maggiore luminosità riducendo le rughe.
L’azione elettiva della Vitamina A si ha nel trattamento dermocosmetico di:
- Pelli molto mature e caratterizzate da rugosità e perdita di tessuto sottocutaneo
- sottocutaneo;
- Ageing cutaneo (invecchiamento) associato a secchezza della pelle;
- Fotoprotezione e Dermatosi da esposizione ai raggi solari e/o lampade solari .
- sottocutaneo;
- Ageing cutaneo (invecchiamento) associato a secchezza della pelle;
- Fotoprotezione e Dermatosi da esposizione ai raggi solari e/o lampade solari .
ACTIVAGE Complex Serum C
Siero a base di Vitamina C al 5 % + Crema ActivAge Complex
La Vitamina C è un fattore nutritivo indispensabile e la sua applicazione topica è la via elettiva per compensare eventuali situazioni di deficit a livello cutaneo. Agisce come cofattore di stimolo per la sintesi del collagene e del tessuto connettivo.
E’, inoltre, importante la sua azione schiarente sulle macchie da iperpigmentazione che normalmente sono associate al processo di invecchiamento cutaneo.
E’ prodotto di elezione nel trattamento dermocosmetico di:
- Ageing cutaneo (invecchiamento);
- Fotoprotezione e Dermatosi da esposizione a raggi solari e/o lampade solari;
- Discromie e fotodiscromie (anche come preventivo dopo trattamenti laser).
- Fotoprotezione e Dermatosi da esposizione a raggi solari e/o lampade solari;
- Discromie e fotodiscromie (anche come preventivo dopo trattamenti laser).
ACTIVAGE Complex Serum E
Siero a base di Vitamina E 5% + Crema ActivAge Complex
La Vitamina E è uno degli antiossidanti più potenti in grado di captare e di disattivare i radicali liberi, contribuendo, in questo modo, a rallentare l'invecchiamento cutaneo; aiuta a stabilizzare le membrane cellulari, ripara i danni da radiazioni ultraviolette (eccessiva esposizione ai raggi solari, lampade UV) e neutralizza le sostanze dannose per la pelle.
L’azione elettiva di questa vitamina si ha nel trattamento dermocosmetico di:
- Ageing cutaneo (invecchiamento);
- Fotoprotezione e Dermatosi da esposizione a raggi solari e/o lampade solari;
- Xerosi (secchezza cutanea primitiva);
- Cute sensibile.
La crema ActivAge Complex è stata pensata e formulata per l’uso combinato e sinergico con i Sieri Vitaminici - ACTIVAGE Complex Serum A/C/E- in modo tale da intensificare e diversificare l’attività Anti-Ageing per ogni specifico problema.
- Fotoprotezione e Dermatosi da esposizione a raggi solari e/o lampade solari;
- Xerosi (secchezza cutanea primitiva);
- Cute sensibile.
Modalità d’uso: Prelevare quattro gocce di fluido ActivAge Complex Serum A (opp.C opp.E a seconda delle esigenze) con il contagocce ed applicarle, dopo accurata detersione, sulla pelle del viso, collo e decollete; massaggiare fino ad assorbimento. Successivamente applicare la crema ActivAge Complex su viso e collo.
Ripetere ogni sera.
Dopo il trattamento si può procedere all’applicazione del make-up normalmente usato.
Ripetere ogni sera.
Dopo il trattamento si può procedere all’applicazione del make-up normalmente usato.
Confezione: flacone di ActivAge Complex Serum A/C/E da 20 ml con contagocce + tubo da 50 ml di crema Activage Complex
Horus electro: un valido supporto nella medicina estetica
Approfondimenti
Nell’ambito della rubrica dedicata alle apparecchiature bioelettroniche presentiamo in questo numero HORUS ELECTRO, un dispositivo per uso estetico che si avvale del sistema dell’elettroporazione. Da diversi anni, ormai, sono in uso svariate apparecchiature in grado di veicolare le sostanze attive nel sito da trattare: esse si basano su diversi principii, come la ionoforesi, vale a dire la possibilità di trasportare il principio funzionale direttamente al sito di azione per effetto di una corrente applicata, attraverso degli elettrodi (+ e -), all’epidermide, od ancora gli ultrasuoni o le radiofrequenze.
Benché diffusamente impiegati, questi dispositivi mostrano, tuttavia, dei limiti legati alle modalità di applicazione: nel caso specifico della ionoforesi il limite è rappresentato dalla possibilità di veicolare solo principi attivi dissociati in forma ionica, cioè molecole polari; in tutti i casi i tempi di applicazione troppo lunghi riducono la compliance del paziente; la forma e la dimensione degli elettrodi condizionano fortemente le possibilità di impiego; la profondità di penetrazione è legata al tipo di corrente o di onda o di frequenza utilizzata.
HORUS ELECTRO ha superato con successo queste difficoltà, grazie all’impiego di una corrente PULSATA ad onda rettangolare, la cui ampiezza e frequenza sono determinate dalla specifica applicazione e dalle caratteristiche del soggetto, con un effetto di riduzione del tempo totale del trattamento di un fattore superiore a 50 volte; l’elettroporazione permette, inoltre, di veicolare sostanze idrofile e lipofile anche in forma non ionizzata; altro effetto della corrente pulsata è quello di consentire una maggiore profondità di penetrazione.
HORUS ELECTRO è un dispositivo per la veicolazione transdermica (od elettroporazione) di sostanze attive, inteso come evoluzione della mesoterapia con aghi e del massaggio linfodrenante, in quanto il trattamento è indolore, non invasivo, non lascia edemi e mostra una spiccata efficacia in tutti i campi in cui la metodica viene applicata.
Sono state condotte varie prove comparative utilizzando dispositivi operanti in modalità diverse, riferentisi ai principi della Ionoforesi e Iontoforesi. Sin dalle prime applicazioni si è notata una netta superiorità di trasmissione, attraverso la barriera cutanea, degli apparecchi utilizzanti campi elettrici pulsati: infatti, il tasso di assorbimento del principio attivo supera l’80%, contro il 5% di quelli operanti in Ionoforesi.
Il principio attivo può essere applicato sulla parte da trattare tale e quale se in forma liquida, anche oleosa, soluzione od emulsione, oppure può essere adsorbito su di un tessuto non tessuto, altrimenti disciolto o disperso in un gel salino, utilizzando per l’elettroporazione i vari tipi di elettrodi forniti, a seconda della localizzazione e del tipo di problematica da affrontare (Elettrodo a rullo singolo, elettrodo a doppio rullo, elettrodo a pallina, elettrodo a bottone, etc.).
Possono essere impiegati tutti i prodotti in commercio, allopatici, omeopatici, fitoterapici non alcolici, in forma liquida o gel. Ciò permette di usare il dispositivo per protocolli personalizzati.
I CAMPI DI APPLICAZIONE sono:
- Dermatologia
- Estetica
- Medicina Estetica
- Chirurgia estetica e ricostruttiva
- Medicina sportiva
- Medicina riabilitativa e traumatologica
- Terapia del dolore ed articolare
Non utilizzare su:
- donne in gravidanza
- pazienti cardiopatici e/o portatori di pacemaker
- pazienti epilettici
- portatori di protesi articolari metalliche
Distribuito da:
OTI – OFFICINE TERAPIE INNOVATIVE
Via Tiburtina Valeria km 69,300
67061 Carsoli (Aq) Italy
Tel. +39 (0)863 9938 1 / 26 / 27
Fax +39 (0)863 9938 60
www.otiomeopatici.com
OTI – OFFICINE TERAPIE INNOVATIVE
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Bio-explorer: una rivoluzione nella medicina.
Approfondimenti
La scienza medica, in molti casi, dichiara di non conoscere la causa prima delle malattie che colpiscono l’organismo umano; spesso, alla base della diagnosi vi sono solo delle supposizioni, legate essenzialmente al terreno biologico di specifica competenza della patologia, ipoteticamente deteriorato da varie componenti, fra le quali sono messe in evidenza quelle ambientali, alimentari, genetiche, mentre la causa scatenante viene comunque dichiarata sconosciuta. Interi settori della medicina, come la neurologia, la geriatria, l’endocrinologia e la psichiatria, navigano ancora oggi nel buio e le indagini per supportare le diagnosi sono affidate all’imaging (radiografie, ecografie, TAC, etc.) ed ai sintomi manifestati in modo evidente.
Purtroppo in questi casi, generalmente, quando ci sono le manifestazioni, non c’è più il modo per tornare indietro per riparare i danni: dunque, è troppo tardi! Ciò di cui si avverte la mancanza è di un mezzo atto ad indagare in profondità quelle aree, oggi precluse, fondamentali per comprendere il senso di molte manifestazioni ancora misteriose.
Tentativi diversi, portati avanti da gruppi di ricerca avanzati, specie nell’Europa orientale, non hanno avuto l’accoglienza ed il successo che meritavano, in quanto erano contrari agli schemi precostituiti e, soprattutto, introducevano conoscenze di un mondo del tutto ancora assente nella medicina: la BIOFISICA.
Progressivamente, prima in sordina, poi in modo sempre più dirompente, le leggi e le applicazioni della fisica quantistica sono entrate nella diagnostica ed i ricercatori hanno potuto costruire una nuova visione della realtà patologica, mai presa in considerazione nel passato: l’interazione psiche-corpo.
Questa interazione, dovremmo dire intromissione, della psiche nelle patologie, contrastata con ogni mezzo per decenni dalla medicina ortodossa, ora diventa sempre più manifesta e viene considerata come la causa prima, il “quid”, da tempo cercato dove non era ed ora finalmente trovato, che rappresenta l’origine di molte malattie.
Un grande riconoscimento, con gratitudine, deve essere dato a chi ha combattuto, spesso pagando prezzi altissimi, per riuscire nell’intento di illuminare e descrivere una realtà troppo importante per essere ignorata, cioè l’interazione fra domini dimensionali diversi per la gestione dell’essere vivente: da Fritz-Albert Popp, a Giuliano Preparata, ad Emilio Del Giudice, alla Candace B. Pert, a Jacques Benveniste, a Geerd Hamer, per finire con le ricerche di Luc Montagnier.
E’ degno di nota che i lavori di quest’ultimo scienziato hanno dimostrato con “l’effetto Benveniste”, come egli lo ha battezzato, la trasposizione in acqua dello spettro di emissione delle sostanze diluite e dinamizzate. Anche l’omeopatia resuscita dunque dal limbo e torna, trionfalmente, al suo reale livello di dignità: le preparazioni omeopatiche non sono un placebo!
Analisi dettagliata del segnale emesso dalla sostanza dinamizzata
Emissione spettrale di fondo (a sinistra) e della sostanza dinamizzata (a destra). Notare le armoniche emesse nella gamma 1000-3000 Hz. (1).
La frequenza incrementa con l’aumentare delle diluizioni.
(1) I dati sono stati ricavati dall’intervento del Prof. Montagnier all’Università Roma-3 nel Workshop “Interaction of weak electromagnetic fields with living matter” del 17-2 2011.
ICEMS www.icems.eu Vedi anche Luc Montagnier et al “Electromagnetic signals are produced by aqueous nanostructures derived from bacterial DNA sequences” – Interdiscip Sci Comput Life Sci (2009) 1: 81-90
I tempi erano maturi per creare una strumentazione in grado di esplorare con grande sensibilità (picoMoli) l’organismo in toto. Un simile strumento consente di applicare le leggi intuite e studiate dai grandi ricercatori già menzionati, portando nella pratica clinica dati di grande rilevanza, che sarebbe oggi impossibile ricavare per altra via non invasiva, particolarmente utili per definire sia gli eventi che hanno dato origine alle patologie, sia tutti i principali processi biochimici derivati, espressi nelle aree interessate, come anche negli organi interni di conseguenza colpiti.
Nel 2004 è nato BIO-EXPLORER brevetto della Biophysics Research srl di Roma. L'apparecchio si basa sul confronto degli spettri delle frequenze emesse dalle molecole markers, rilasciati nell’area del corpo da analizzare, con standard molecolari purificati.
Lo strumento, di tipo professionale, è in grado di analizzare ben oltre cento molecole markers dei processi significativi, fornendo indicazioni utili in merito a quanto sta avvenendo nell’organismo. L’affidabilità delle misure è legata ai metalli scelti per gli elettrodi, alla compensazione automatica del dato in funzione della pressione della sonda sulla pelle e dal controllo della varianza per l’accettazione del dato, con un margine di errore generalmente compreso tra il 2 e 3%.
BIO-EXPLORER consente un approccio utile per arginare le espressioni patologiche quando i danni arrecati sono ancora molto modesti, e ciò è molto interessante poiché, generalmente, al momento della diagnosi, ad esempio, di una malattia neurodegenerativa, la percentuale dei neuroni già perduta varia, secondo la letteratura internazionale, fra il 60 e l’80%, rendendo così vano ogni tentativo di terapia.
Al fine di attuare concretamente quanto detto, è importante impiegare una metodica che risponda ai seguenti requisiti:
1) non essere invasiva;
2) in grado di accedere a tutte le aree dell’organismo;
3) il più possibile affidabile;
4) di semplice attuazione;
5) di rapida esecuzione;
6) con possibilità di gestione dei dati on-line;
7) dal costo di investimento contenuto;
8) dalla spesa per test molto basso.
La maggiore difficoltà che si incontra nella realizzazione di una simile metodica, deriva dall’ostacolo interposto dalla barriera emato-encefalica: essa, infatti, impedisce l’accesso alle aree interessate ed il prelievo dei campioni biologici senza l’uso di apparecchiature di tipo invasivo, dal costo esorbitante e gravate dai limiti operativi delle possibili tecnologie oggi disponibili per effettuare i test.
Un’altra considerazione riguarda il numero dei parametri da acquisire: deve essere elevato, per avere un quadro delle condizioni dell’organismo, onde consentire al medico una corretta diagnosi ed un intervento farmacologico adeguato, in grado di soddisfare tutte le esigenze sopra elencate.
BIO-EXPLORER opera con una tecnica interferometrica per via elettromagnetica, quindi senza invadere né tessuti né organi, fornendo indicazioni utili sulle molecole markers dei più importanti processi patologici in tutte le aree dell’organismo.
Nel 2004 è nato BIO-EXPLORER brevetto della Biophysics Research srl di Roma. L'apparecchio si basa sul confronto degli spettri delle frequenze emesse dalle molecole markers, rilasciati nell’area del corpo da analizzare, con standard molecolari purificati.
Lo strumento, di tipo professionale, è in grado di analizzare ben oltre cento molecole markers dei processi significativi, fornendo indicazioni utili in merito a quanto sta avvenendo nell’organismo. L’affidabilità delle misure è legata ai metalli scelti per gli elettrodi, alla compensazione automatica del dato in funzione della pressione della sonda sulla pelle e dal controllo della varianza per l’accettazione del dato, con un margine di errore generalmente compreso tra il 2 e 3%.
BIO-EXPLORER consente un approccio utile per arginare le espressioni patologiche quando i danni arrecati sono ancora molto modesti, e ciò è molto interessante poiché, generalmente, al momento della diagnosi, ad esempio, di una malattia neurodegenerativa, la percentuale dei neuroni già perduta varia, secondo la letteratura internazionale, fra il 60 e l’80%, rendendo così vano ogni tentativo di terapia.
Al fine di attuare concretamente quanto detto, è importante impiegare una metodica che risponda ai seguenti requisiti:
1) non essere invasiva;
2) in grado di accedere a tutte le aree dell’organismo;
3) il più possibile affidabile;
4) di semplice attuazione;
5) di rapida esecuzione;
6) con possibilità di gestione dei dati on-line;
7) dal costo di investimento contenuto;
8) dalla spesa per test molto basso.
La maggiore difficoltà che si incontra nella realizzazione di una simile metodica, deriva dall’ostacolo interposto dalla barriera emato-encefalica: essa, infatti, impedisce l’accesso alle aree interessate ed il prelievo dei campioni biologici senza l’uso di apparecchiature di tipo invasivo, dal costo esorbitante e gravate dai limiti operativi delle possibili tecnologie oggi disponibili per effettuare i test.
Un’altra considerazione riguarda il numero dei parametri da acquisire: deve essere elevato, per avere un quadro delle condizioni dell’organismo, onde consentire al medico una corretta diagnosi ed un intervento farmacologico adeguato, in grado di soddisfare tutte le esigenze sopra elencate.
BIO-EXPLORER opera con una tecnica interferometrica per via elettromagnetica, quindi senza invadere né tessuti né organi, fornendo indicazioni utili sulle molecole markers dei più importanti processi patologici in tutte le aree dell’organismo.
Un esempio di test eseguito su aree cerebrali è riportato nella figura seguente:
Si noti la sequenza di neurotrasmettitori e neuropeptidi espressi nelle varie aree indagate, a causa dell’attivazione continua dei neuroni come conseguenza della somatizzazione dei traumi psichici non risolti.Ciascun peptide è legato ad una specifica componente emozionale.
Per ogni area è riportata anche l’indicazione di quanto tempo è trascorso dal momento dell’inizio del conflitto fino al momento del test.
BIO-EXPLORER consente di ricavare informazioni utili anche sul sistema immunitario, troppo spesso visto come responsabile di stati patologici e non come esecutore di “ordini” ben precisi provenienti dal SNC o dal cervello addominale. Ciò è molto importante in quanto occorre tenere presente che un semplice linfocita ha, sulla sua membrana, un numero elevatissimo di recettori per quasi tutti i neuro peptidi, legati alle specifiche componenti emozionali.
Studi scientifici protratti per lunghi periodi, infatti, hanno dimostrato come, in molte patologie, l’attivazione e la disattivazione del sistema immunitario in un’area del corpo sia correlata con la fase di attivazione o di uscita dai conflitti, confermando quanto e come la componente emozionale intervenga nei processi patologici.
Dopo aver ricavato i dati di maggiore interesse, si può passare all’esecuzione dei test che verificano l’utilità di impiegare molecole o prodotti terapeutici nell’area sulla quale si vuole intervenire per ciascun processo di cui favorire il riequilibrio. Per effettuare i test di controllo non è necessario che il paziente assuma le sostanze.
Bio-Exporer è distribuito dalla OTI, che fornisce, insieme allo strumento, una serie di campioni di integratori selezionati utili per ottimizzare la risposta in una vasta gamma di alterazioni funzionali.
A titolo di esempio, nell’istogramma che segue è riportata la verifica dei sali da reintegrare per la produzione di energia (ATP) nelle cellule dell’area corporea esaminata.
Per ulteriori informazioni consultare i siti internet:www.biophysics-research.com e www.bioexplorer.it
Distribuito da:
OTI – OFFICINE TERAPIE INNOVATIVE
Via Tiburtina Valeria km 69,300
67061 Carsoli (Aq) Italy
Tel. +39 (0)863 9938 1 / 26 / 27
Fax +39 (0)863 9938 60
www.otiomeopatici.com
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I libri - psiconeuroendocrinoimmunologia (una chiave di lettura della medicina biologica)
Editore: Nuova Ipsa Editore
Data pubblicazione: 01/2010
Approfondimenti
Da ciò consegue che una medicina che si ostini a considerare la malattia e non il malato, alla luce della consapevolezza di una Grande Connessione che coinvolge l’essere nella sua più completa totalità ed interezza, non è sempre in grado di offrire delle risposte vere ed esaurienti atte ad assicurare il raggiungimento del benessere psicofisico.
La PSICONEUROIMMUNOLOGIA è la scienza che studia i rapporti fra la psiche, il sistema nervoso, il sistema endocrino ed il sistema immunitario: dialogando fra loro attraverso molecole definite neuropeptidi, essi determinano l’instaurarsi di una “Grande Connessione”, da cui dipende il benessere psicofisico dell'organismo.
La prova dell'esistenza di una comunicazione tra questi grandi sistemi, e, soprattutto, della sua bidirezionalità e l'evidenza che i neurotrasmettitori (i neuropeptidi, i neurormoni e le citochine ) vengono prodotti indifferentemente dalle cellule di tutti gli apparati, modificheranno profondamente il cammino della ricerca.
Inoltre la PSICONEUROIMMUNOLOGIA ci ha fornito gli elementi per una riconsiderazione dell’approccio al malato, che ricondurrà, almeno per certi aspetti più generali, il modello medico attuale, da una crescente parcellizzazione, ad una visione più globale, essenziale per analizzare a fondo e per curare l’organismo umano nel suo insieme.
Infatti l’influenza cartesiana ha condizionato a lungo la ricerca medica: solo in tempi più recenti essa si è aperta alla valutazione scientifica del ruolo patogenetico delle emozioni, dei sentimenti e dello stress. Una visione unitaria, di ispirazione spinoziana, del binomio corpo-mente ci fornisce il valido presupposto per un’indagine più allargata del malato e della sua malattia, osservandoli da un piano prospettico attento alle variazioni dell’equilibrio psiconeuroimmunoendocrino, ai correlati psicoemozionali e socioeconomici, e ai loro influssi sui meccanismi patogenetici.
Si auspica, quindi, che, attraverso uno studio più globale dei fini meccanismi che modulano le risposte dell'intero organismo, la PSICONEUROIMMUNOLOGIA possa consentire di superare la storica contrapposizione tra le "due medicine", convenzionale e non convenzionale, ispirate rispettivamente ad una impostazione prevalentemente riduzionista, l'una, e sostanzialmente anti-riduzionista l'altra.
Studio osservazionale sull’uso di un integratore alimentare come supporto alla terapia dell’artrosi nell’anziano
sommario
Progetto Ricerca Clinica e Sperimentazione Protocolli Terapeutici Assistenziali
Autore : Dott. Salvatore Emanuele Aragona.
Nel 2008 presso la RSA (Residenza Sanitaria per Anziani) di Pontirolo – Assago (MI), è stato eseguito uno studio osservazionale sull’impiego dell’integratore SINERGIA OTI per la cura della Artrosi diffusa invalidante in fase acuta e cronica.
I pazienti reclutati per lo studio sono stati 56.
I periodi di somministrazione sono stati canonici come da protocollo: 30 gg ( 15 gg 2 bs die, 15 gg 1 bs die).
Le comorbilità associate all’artrosi erano presenti in 56 pazienti; i pazienti con anomala percezione del dolore per patologie neurologiche invalidanti sono stati 20, e quelle con patologie Osteo-Muscolo-Fasciali conclamate 12; al tempo zero dello studio, a 44 anziani venivano praticate terapie antiinfiammatorie/antidolorifiche.
Si è registrata una riduzione della richiesta di farmaci antidolorifici al bisogno in 48 pazienti ed una diminuzione del periodo di impiego del farmaco antiflogistico/antidolorifico di abituale prescrizione in 44 pazienti.
I pazienti reclutati per lo studio sono stati 56.
I periodi di somministrazione sono stati canonici come da protocollo: 30 gg ( 15 gg 2 bs die, 15 gg 1 bs die).
Le comorbilità associate all’artrosi erano presenti in 56 pazienti; i pazienti con anomala percezione del dolore per patologie neurologiche invalidanti sono stati 20, e quelle con patologie Osteo-Muscolo-Fasciali conclamate 12; al tempo zero dello studio, a 44 anziani venivano praticate terapie antiinfiammatorie/antidolorifiche.
Si è registrata una riduzione della richiesta di farmaci antidolorifici al bisogno in 48 pazienti ed una diminuzione del periodo di impiego del farmaco antiflogistico/antidolorifico di abituale prescrizione in 44 pazienti.
INTRODUZIONE
Lo studio osservazionale in oggetto nasce dall’attività di Medico di Reparto, iniziata presso la RSA Pontirolo di Assago nel mese di Aprile 2008. L’impegno quotidiano all’interno di una realtà clinica come le Residenze Sanitarie per Anziani ha permesso di eseguire una prima valutazione sullo stato di salute generale degli ospiti e sulle terapie somministrate.
Durante la prima fase dell’osservazione si è proceduto ad un esame clinico degli ospiti utilizzando i seguenti parametri:
a) complessità del quadro clinico ed eventuali complicanze;
b) eventuale precario equilibrio dello stato di salute;
c) malattie croniche;
d) terapie farmacologiche complesse ed articolate;
e) possibili effetti collaterali dei farmaci utilizzati soprattutto a livello di stress ossidativo.
L’eccellente qualità del lavoro infermieristico ha assicurato uno standard qualitativo elevato della cura e della salute degli ospiti con risultati riscontrati sia nella gestione delle patologie croniche sia degli eventi patologici acuti. Da una prima valutazione clinica sono emerse compresenze di patologie cronico degenerative di tipo neurologico-psichiatrico, di tipo cardiovascolare e di tipo artrosico–artritico con degenerazione condrosinoviali evidenti sia clinicamente che con indagini strumentali (vedi foto).
I pazienti sono stati monitorati, previa valutazione diagnostica, con esami ematochimici ed indagini strumentali, ove necessarie, tenendo conto dello stato di salute generale, dello stato nutrizionale, del livello di autosufficienza cognitiva della sintomatologia dolorosa, riportata soprattutto nelle patologie osteo-articolari più o meno invalidanti.
Lo scopo dello studio osservazionale eseguito con SINERGIA OTI in 58 pazienti secondo le modalità riportate in seguito, è stata la verifica di una azione terapeutica efficace da parte degli integratori alimentari nel trattamento delle patologie artrosiche nell’anziano, l’eventuale riduzione dell’uso dei farmaci antidolorifici ed una migliore mobilizzazione dei pazienti.
Durante la prima fase dell’osservazione si è proceduto ad un esame clinico degli ospiti utilizzando i seguenti parametri:
a) complessità del quadro clinico ed eventuali complicanze;
b) eventuale precario equilibrio dello stato di salute;
c) malattie croniche;
d) terapie farmacologiche complesse ed articolate;
e) possibili effetti collaterali dei farmaci utilizzati soprattutto a livello di stress ossidativo.
L’eccellente qualità del lavoro infermieristico ha assicurato uno standard qualitativo elevato della cura e della salute degli ospiti con risultati riscontrati sia nella gestione delle patologie croniche sia degli eventi patologici acuti. Da una prima valutazione clinica sono emerse compresenze di patologie cronico degenerative di tipo neurologico-psichiatrico, di tipo cardiovascolare e di tipo artrosico–artritico con degenerazione condrosinoviali evidenti sia clinicamente che con indagini strumentali (vedi foto).
I pazienti sono stati monitorati, previa valutazione diagnostica, con esami ematochimici ed indagini strumentali, ove necessarie, tenendo conto dello stato di salute generale, dello stato nutrizionale, del livello di autosufficienza cognitiva della sintomatologia dolorosa, riportata soprattutto nelle patologie osteo-articolari più o meno invalidanti.
Lo scopo dello studio osservazionale eseguito con SINERGIA OTI in 58 pazienti secondo le modalità riportate in seguito, è stata la verifica di una azione terapeutica efficace da parte degli integratori alimentari nel trattamento delle patologie artrosiche nell’anziano, l’eventuale riduzione dell’uso dei farmaci antidolorifici ed una migliore mobilizzazione dei pazienti.
METODO
L’oggetto dello studio osservazionale riguarda l’utilizzo terapeutico di SINERGIA OTI quale integratore alimentare nella terapia delle manifestazioni artrosiche nei pazienti ospiti della RSA, la cui sintomatologia è caratterizzata da:
1. dolore continuo o intermittente dell’articolazione;
2. rigidità articolare dopo essersi alzati dal letto o dopo essere stati a lungo seduti;
3. tumefazione in una o più articolazioni;
4. sensazione di scroscio o rumore di ossa che sfregano tra di loro; 5. presenza di segni clinici di flogosi acuta (rubor, calor, dolor, functiolesa), associati o meno a versamenti endoarticolari;
6. impotenza funzionale con limitazione dei movimenti articolari.
Un ulteriore aspetto che lo studio si è prefissato è la comprensione di quanto e come lo stress ossidativo a livello di EMC (Matrice Extracellulare) nei pazienti cronici potesse influenzare sia il decorso delle patologie artrosiche sia l’efficacia dei rimedi terapeutici messi in atto.
Da ciò la riflessione sulle modifiche della composizione strutturale della EMC e sulle alterazioni metaboliche che si verificano durante le patologie artrosiche. Glucosamina e Condroitina solfato sono le sostanze utilizzate maggiormente nella cura delle patologie articolari nella pratica clinica, da qualche anno; il razionale d’uso è la loro presenza in piccole frazioni della normale cartilagine composta da proteine fibrose (collagene, elastina, fibronectina, laminina, condronectina, nidogeno e osteonectina) e da glicosaminoglicani (GAG), polimeri ad alto peso molecolare legati alle proteine a formare i proteoglicani.
Le proteine fibrose e i proteoglicani sono associati nella matrice extracellulare, la cui struttura può andare incontro a cambiamenti che dipendono dalle diverse classi di GAG, come ad esempio l’eparina e l’acido ialuronico, che entrano nella sua composizione e che si modificano incessantemente durante i processi di infiammazione e di risoluzione della flogosi.
Infatti la diversa composizione della matrice extracellulare influenza la capacità migratoria delle cellule nel suo interno, soprattutto in ragione di una risposta infiammatoria di riparazione. Nella matrice extracellulare sono, inoltre, presenti citochine e fattori di crescita, generalmente complessati in forma inattiva con le componenti della matrice e che possono rendersi disponibili in forma funzionalmente attiva per azione degli enzimi proteolitici.
1. dolore continuo o intermittente dell’articolazione;
2. rigidità articolare dopo essersi alzati dal letto o dopo essere stati a lungo seduti;
3. tumefazione in una o più articolazioni;
4. sensazione di scroscio o rumore di ossa che sfregano tra di loro; 5. presenza di segni clinici di flogosi acuta (rubor, calor, dolor, functiolesa), associati o meno a versamenti endoarticolari;
6. impotenza funzionale con limitazione dei movimenti articolari.
Un ulteriore aspetto che lo studio si è prefissato è la comprensione di quanto e come lo stress ossidativo a livello di EMC (Matrice Extracellulare) nei pazienti cronici potesse influenzare sia il decorso delle patologie artrosiche sia l’efficacia dei rimedi terapeutici messi in atto.
Da ciò la riflessione sulle modifiche della composizione strutturale della EMC e sulle alterazioni metaboliche che si verificano durante le patologie artrosiche. Glucosamina e Condroitina solfato sono le sostanze utilizzate maggiormente nella cura delle patologie articolari nella pratica clinica, da qualche anno; il razionale d’uso è la loro presenza in piccole frazioni della normale cartilagine composta da proteine fibrose (collagene, elastina, fibronectina, laminina, condronectina, nidogeno e osteonectina) e da glicosaminoglicani (GAG), polimeri ad alto peso molecolare legati alle proteine a formare i proteoglicani.
Le proteine fibrose e i proteoglicani sono associati nella matrice extracellulare, la cui struttura può andare incontro a cambiamenti che dipendono dalle diverse classi di GAG, come ad esempio l’eparina e l’acido ialuronico, che entrano nella sua composizione e che si modificano incessantemente durante i processi di infiammazione e di risoluzione della flogosi.
Infatti la diversa composizione della matrice extracellulare influenza la capacità migratoria delle cellule nel suo interno, soprattutto in ragione di una risposta infiammatoria di riparazione. Nella matrice extracellulare sono, inoltre, presenti citochine e fattori di crescita, generalmente complessati in forma inattiva con le componenti della matrice e che possono rendersi disponibili in forma funzionalmente attiva per azione degli enzimi proteolitici.
MODALITÀ DI SOMMINISTRAZIONE
56 pazienti hanno ricevuto durante il pranzo la dose di 2 bustine di SINERGIA OTI per 15 gg consecutivi.
Il protocollo è stato mantenuto con dose dimezzata per ulteriori 15 gg.
Il prodotto è stato tollerato bene con aggiunta di sostanze edulcoranti per la difficoltà di alcuni pazienti a tollerare la palatabilità. Inoltre ai pazienti è stata somministrata una dose giornaliera di NEO CITROM OTI polvere, contenente malaleuca alternifolia, sodio citrato, potassio citrato, magnesio citrato, inulina, acido citrico, sodio bicarbonato, fruttosio, allo scopo di riequilibrare il pH del tratto gastrointestinale e ristabilire l’equilibrio acido base.
I dati relativi all’ equilibrio acido base sono stati controllati a mezzo della determinazione del pH urinario con strisce reattive.
Durante il periodo di somministrazione l’osservazione, sia del personale medico ed infermieristico sia del servizio di fisiokinesiterapia (fkt) è stata giornaliera, monitorando:
1) la richiesta di assistenza per la sintomatologia dolorosa e la richiesta di terapia antalgica;
2) il mantenimento o il miglioramento degli standard quantitativi e qualitativi dei movimenti articolari dei trattamenti fkt;
3) la scala del dolore secondo VAS;
4) l’uso dei fans.
Il protocollo è stato mantenuto con dose dimezzata per ulteriori 15 gg.
Il prodotto è stato tollerato bene con aggiunta di sostanze edulcoranti per la difficoltà di alcuni pazienti a tollerare la palatabilità. Inoltre ai pazienti è stata somministrata una dose giornaliera di NEO CITROM OTI polvere, contenente malaleuca alternifolia, sodio citrato, potassio citrato, magnesio citrato, inulina, acido citrico, sodio bicarbonato, fruttosio, allo scopo di riequilibrare il pH del tratto gastrointestinale e ristabilire l’equilibrio acido base.
I dati relativi all’ equilibrio acido base sono stati controllati a mezzo della determinazione del pH urinario con strisce reattive.
Durante il periodo di somministrazione l’osservazione, sia del personale medico ed infermieristico sia del servizio di fisiokinesiterapia (fkt) è stata giornaliera, monitorando:
1) la richiesta di assistenza per la sintomatologia dolorosa e la richiesta di terapia antalgica;
2) il mantenimento o il miglioramento degli standard quantitativi e qualitativi dei movimenti articolari dei trattamenti fkt;
3) la scala del dolore secondo VAS;
4) l’uso dei fans.
RAZIONALE D’USO
L’utilizzo di SINERGIA OTI (miscela di Glucosamina, Condroitinsolfato e Metilsulfonilmetano) obbedisce al criterio di un effetto sinergico sulla neoformazione del tessuto cartilagineo, con un’azione modulatoria della neosintesi del collagene e della risposta infiammatoria nella EMC, sede dei processi di invecchiamento e di degradazione del collagene dovuti ad alterata viscosità (passaggio dalla fase di SOL alla fase di GEL compatto), ad acidosi tissutale, ad accumulo di ROS e di RNS ed al conseguente stress ossidativo.
ESPERIENZA CLINICA
In relazione alla fascia del campione utilizzato, l’età media dei pazienti ospiti presso la RSA di Pontirolo è stata di 78 anni circa con una prevalenza dell’85% del sesso femminile.
Lo scopo della sperimentazione con SINERGIA OTI è stato:
1. lo studio della tollerabilità del prodotto vs farmaci;
2. lo studio della risposta dei pazienti al dolore;
3. la verifica dell’efficacia sul dolore cronico;
4. la verifica dell’efficacia sulla flogosi acuta;
5. la riduzione dei tempi di invalidità funzionale;
6. la riduzione dell’utilizzo dei farmaci ed i loro effetti collaterali.
I farmaci impiegati per la gestione del dolore cronico sono stati: paracetamolo, paracetamolo+codeina, ibuprofene, nimesulide, tramadolo e ketorolac, somministrati a seconda del quadro clinico e della sintomatologia dolorosa (scale VAS).
Lo scopo della sperimentazione con SINERGIA OTI è stato:
1. lo studio della tollerabilità del prodotto vs farmaci;
2. lo studio della risposta dei pazienti al dolore;
3. la verifica dell’efficacia sul dolore cronico;
4. la verifica dell’efficacia sulla flogosi acuta;
5. la riduzione dei tempi di invalidità funzionale;
6. la riduzione dell’utilizzo dei farmaci ed i loro effetti collaterali.
I farmaci impiegati per la gestione del dolore cronico sono stati: paracetamolo, paracetamolo+codeina, ibuprofene, nimesulide, tramadolo e ketorolac, somministrati a seconda del quadro clinico e della sintomatologia dolorosa (scale VAS).
RISULTATI
In 56 pazienti la somministrazione di SINERGIA OTI e NEO CITROM OTI non ha mostrato reazioni allergiche.
SINERGIA OTI, assunto per os come da indicazioni (insieme a NEO CITROM OTI polvere), è stato complessivamente ben tollerato dai pazienti: 10 pazienti hanno evidenziato una cattiva palatabilità del prodotto, per cui l’integratore è stato somministrato con bevande diverse dall’acqua; in 4 pazienti si sono presentati effetti collaterali a carico del sistema gastrointestinale, con sindrome dispeptica in 3 casi e diarrea in 1 caso.
I sintomi dolorosi sub acuti e cronici sono migliorati nella quasi totalità dei casi e nel 60% dei casi le terapie antidolorifiche al bisogno sono state sospese; 15 pazienti continuano ad oggi la terapia con SINERGIA OTI.
In termini di efficacia i parametri di valutazione dei benefici sono stati aggiornati a 8 gg, a 15 gg e a 30 gg.
I risultati della riduzione dell’uso di un farmaco prescritto abitualmente per il dolore su larga scala in alcuni casi e la sospensione del farmaco in altri, l’attenzione alla terapia alternativa e causale hanno non solo ridotto il carico chimico, ma anche dimostrato che gli ospiti hanno avuto una tollerabilità al dolore non dipendente dal farmaco.
I risultati riportati dalla diaria clinica mostrano l’azione considerevole del prodotto sui sintomi e sui segni clinici in 10 pazienti, con efficacia a 15 gg: 10 pazienti + 23 pazienti per un totale di 33 pazienti; ed efficacia a 30 gg: 10 pazienti + 23 pazienti + 7 pazienti per un totale di 40 pazienti (69%).
In termini di evidenze cliniche e non soggettive è stata osservata una riduzione degli episodi di flogosi acuta in 3 pazienti (in associazione con fans per 5 gg), in 4 pazienti con terapie fisiche associate.
Sono stati registrati una riduzione dei segni e dei sintomi della flogosi cronica diretta in 14 pazienti ed un miglioramento dei sintomi articolari ed ossei in 22 pazienti.
Sono state, inoltre, notate una riduzione della richiesta dei farmaci al bisogno in 48 pazienti ed una diminuzione dell’impiego del farmaco antiflogistico/antidolorifico di abituale prescrizione in 44 pazienti.
SINERGIA OTI, assunto per os come da indicazioni (insieme a NEO CITROM OTI polvere), è stato complessivamente ben tollerato dai pazienti: 10 pazienti hanno evidenziato una cattiva palatabilità del prodotto, per cui l’integratore è stato somministrato con bevande diverse dall’acqua; in 4 pazienti si sono presentati effetti collaterali a carico del sistema gastrointestinale, con sindrome dispeptica in 3 casi e diarrea in 1 caso.
I sintomi dolorosi sub acuti e cronici sono migliorati nella quasi totalità dei casi e nel 60% dei casi le terapie antidolorifiche al bisogno sono state sospese; 15 pazienti continuano ad oggi la terapia con SINERGIA OTI.
In termini di efficacia i parametri di valutazione dei benefici sono stati aggiornati a 8 gg, a 15 gg e a 30 gg.
I risultati della riduzione dell’uso di un farmaco prescritto abitualmente per il dolore su larga scala in alcuni casi e la sospensione del farmaco in altri, l’attenzione alla terapia alternativa e causale hanno non solo ridotto il carico chimico, ma anche dimostrato che gli ospiti hanno avuto una tollerabilità al dolore non dipendente dal farmaco.
I risultati riportati dalla diaria clinica mostrano l’azione considerevole del prodotto sui sintomi e sui segni clinici in 10 pazienti, con efficacia a 15 gg: 10 pazienti + 23 pazienti per un totale di 33 pazienti; ed efficacia a 30 gg: 10 pazienti + 23 pazienti + 7 pazienti per un totale di 40 pazienti (69%).
In termini di evidenze cliniche e non soggettive è stata osservata una riduzione degli episodi di flogosi acuta in 3 pazienti (in associazione con fans per 5 gg), in 4 pazienti con terapie fisiche associate.
Sono stati registrati una riduzione dei segni e dei sintomi della flogosi cronica diretta in 14 pazienti ed un miglioramento dei sintomi articolari ed ossei in 22 pazienti.
Sono state, inoltre, notate una riduzione della richiesta dei farmaci al bisogno in 48 pazienti ed una diminuzione dell’impiego del farmaco antiflogistico/antidolorifico di abituale prescrizione in 44 pazienti.
CONCLUSIONI
L’esperienza clinica con SINERGIA OTI, seppure limitata a 30 gg per poter avere dei risultati a breve termine, relativamente allo studio osservazionale, ha consentito di avvalersi di una alternativa terapeutica per la cura della patologia degenerativa delle articolazioni, soprattutto nei pazienti ospiti delle RSA, che subiscono a causa delle molteplici patologie, un carico farmacologico e chimico.
L’esperienza personale ha tenuto conto, nella scelta di SINERGIA OTI, della possibilità di curare la patologia artrosica a livello di riparazione della cartilagine e della matrice, limitando così il ricorso a farmaci antidolorifici/antiinfiammatori che nel paziente anziano possono essere somministrati per tempi brevi e con il rischio di gravi effetti collaterali.
La scelta di SINERGIA OTI ed i risultati ottenuti hanno spinto l’equipe multidisciplinare ad un maggiore impegno nell’adozione delle misure alternative per la cura della Osteoartrosi (dieta, fkt, terapie fisiche..).
Ad oggi l’integratore SINERGIA OTI viene impiegato in alcuni pazienti come terapia abituale, in altri pazienti a cicli di terapia mensili.
L’esperienza personale ha tenuto conto, nella scelta di SINERGIA OTI, della possibilità di curare la patologia artrosica a livello di riparazione della cartilagine e della matrice, limitando così il ricorso a farmaci antidolorifici/antiinfiammatori che nel paziente anziano possono essere somministrati per tempi brevi e con il rischio di gravi effetti collaterali.
La scelta di SINERGIA OTI ed i risultati ottenuti hanno spinto l’equipe multidisciplinare ad un maggiore impegno nell’adozione delle misure alternative per la cura della Osteoartrosi (dieta, fkt, terapie fisiche..).
Ad oggi l’integratore SINERGIA OTI viene impiegato in alcuni pazienti come terapia abituale, in altri pazienti a cicli di terapia mensili.
SINERGIA OTI – INTEGRATORE FUNZIONALE DELL’APPARATO OSTEO-ARTICOLARE
SINERGIA OTI grazie all’azione complementare dei tre principi attivi, è efficace nel trattamento del dolore, dell’infiammazione e della mobilità articolare.
SINERGIA OTI contiene Glucosamina, Controitinsolfato e Metilsulfonilmetano in forma pura, senza conservanti, senza coloranti o correttivi del sapore, per una biodisponibilità ottimale.
Il prodotto è indicato, inoltre, per il miglioramento della sindrome da affaticamento fisico.
Glucosamina, Condroitinsolfato e Metilsulfonilmetano sono elementi fondamentali per prevenire e mitigare i danni ai tendini ed alle cartilagini, provocati dall’ attività muscolare e dalle patologie associate e, soprattutto, dalla riduzione della motilità.
La loro azione sinergica si espleta stimolando la neoformazione di tessuto cartilagineo, ripristinando l’elasticità, conservando la giusta idratazione ed inibendo i processi infiammatori.
La vasta letteratura scientifica internazionale dimostra che l’azione di queste tre sostanze, ritarda la disidratazione e quindi l’invecchiamento delle articolazioni. La Glucosamina solfato stimola la produzione di glicosaminoglicani (GAG), e rinforza la struttura stessa della cartilagine.
Nella formulazione farmacologica è preferibile il solfato poiché la Glucosamina è responsabile della captazione dello zolfo da parte della cartilagine. Non provoca reazioni allergiche ed è molto ben tollerata anche per periodi prolungati.
Il Condroitin solfato contiene un insieme di GAG. Ha un’azione sinergica con la Glucosamina, che utilizzando GAG già sintetizzati, è in grado di riparare la cartilagine più efficacemente.
Il Metilsulfonilmetano è lo zolfo organico; aumenta la permeabilità della membrana cellulare, favorendo così l’eliminazione delle sostanze tossiche e l’assorbimento dei nutrienti. Contribuisce al ripristino di un ambiente basico ed ha una potente azione antiinfiammatoria con una tossicità nulla.
In conclusione, grazie all’azione combinata dei suoi componenti, SINERGIA OTI bustine da 2 grammi è indicato come integratore funzionale dell’apparato osteoarticolare in quanto:
1) agisce contro il dolore e l’infiammazione;
2) stimola la rigenerazione delle cartilagini;
3) idrata i tendini ed i legamenti rendendoli più elastici e resistenti al carico ed alla trazione.
La dose consigliata è di una bustina al giorno, preferibilmente prima del pasto principale, per 25 gg al mese per cicli di tre mesi, salvo diversa prescrizione medica, e ripetuta tre volte all’anno.
Composizione per una bustina da 2g:
Forma farmaceutica: bustina monodose.
SINERGIA OTI contiene Glucosamina, Controitinsolfato e Metilsulfonilmetano in forma pura, senza conservanti, senza coloranti o correttivi del sapore, per una biodisponibilità ottimale.
Il prodotto è indicato, inoltre, per il miglioramento della sindrome da affaticamento fisico.
Glucosamina, Condroitinsolfato e Metilsulfonilmetano sono elementi fondamentali per prevenire e mitigare i danni ai tendini ed alle cartilagini, provocati dall’ attività muscolare e dalle patologie associate e, soprattutto, dalla riduzione della motilità.
La loro azione sinergica si espleta stimolando la neoformazione di tessuto cartilagineo, ripristinando l’elasticità, conservando la giusta idratazione ed inibendo i processi infiammatori.
La vasta letteratura scientifica internazionale dimostra che l’azione di queste tre sostanze, ritarda la disidratazione e quindi l’invecchiamento delle articolazioni. La Glucosamina solfato stimola la produzione di glicosaminoglicani (GAG), e rinforza la struttura stessa della cartilagine.
Nella formulazione farmacologica è preferibile il solfato poiché la Glucosamina è responsabile della captazione dello zolfo da parte della cartilagine. Non provoca reazioni allergiche ed è molto ben tollerata anche per periodi prolungati.
Il Condroitin solfato contiene un insieme di GAG. Ha un’azione sinergica con la Glucosamina, che utilizzando GAG già sintetizzati, è in grado di riparare la cartilagine più efficacemente.
Il Metilsulfonilmetano è lo zolfo organico; aumenta la permeabilità della membrana cellulare, favorendo così l’eliminazione delle sostanze tossiche e l’assorbimento dei nutrienti. Contribuisce al ripristino di un ambiente basico ed ha una potente azione antiinfiammatoria con una tossicità nulla.
In conclusione, grazie all’azione combinata dei suoi componenti, SINERGIA OTI bustine da 2 grammi è indicato come integratore funzionale dell’apparato osteoarticolare in quanto:
1) agisce contro il dolore e l’infiammazione;
2) stimola la rigenerazione delle cartilagini;
3) idrata i tendini ed i legamenti rendendoli più elastici e resistenti al carico ed alla trazione.
La dose consigliata è di una bustina al giorno, preferibilmente prima del pasto principale, per 25 gg al mese per cicli di tre mesi, salvo diversa prescrizione medica, e ripetuta tre volte all’anno.
Composizione per una bustina da 2g:
| Glucosamina solfato | 400 mg |
|---|---|
| Condroitinsolfato | 500 mg |
| Metilsulfonilmetano | 1100 mg |
BIBLIOGRAFIA
N.I.H. – GAIT ( glauco/chondr. Artritis Intervention trial)
New England Journal of Medicine ; vol .354 : 795-808 – feb 23,2006, n. 8
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Osteoartritis Cartilage : 2007 Jul. 26
Rheumatology 46: 731-735
Ann. Intern. Med. 146: 611-612
Evidence based Med. 11 : 115-115
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Reckeweg H.H. – Omotossicologia . Guna . ed 2001 61 -62
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RINGRAZIAMENTI
Lo studio osservazionale è stato possibile grazie all’impegno ed al lavoro dedicato agli ospiti della RSA da: dott.ssa Serena Lena Cota, Responsabile Codess dello Studio I.P. Emanuela Re, Miranda Selvaggio FKT Cristina de Silveira. Per la redazione e la raccolta dati Lucrezia Gallo.