SELENIO
Bioticatal
Se
Elemento
Essenziale
Quantità totale (adulto) 6-13 mg
Concentrazione media (siero) 60-105 microgrammi/L
Fabbisogno quotidiano 0,07-0,2 mg
Apporto consigliato in oligoterapia (mg al dì):
catalitica 0,02
nutrizionale 8-70 (L.A.R.N.)
farmacologica -
Essenziale
Condizioni caratterizzate dalla produzione di grandi quantità di radicali
liberi.
Posologia
Una dose al dì o 3 volte alla settimana.
Complementari
Rame. Manganese. Vitamina A. Vitamina C. Vitamina E.
Una delle prime descrizioni di tossicologia animale ha come protagonista
proprio il Selenio. Mentre attraversa una regione della Cina,
tra Turkestan e Tibet, Marco Polo perde i cavalli, a causa di una grave
malattia che colpisce gli zoccoli.
“Vero è che li viandanti che passano de lì non ardiscono andare a que’ monti con altre bestie che di quella contrada, perché
vi nasce un’erba venenosa, di sorte che, se le bestie
ne mangiano, perdono l’unghie, ma quelle di detta contrada cognoscono
l’erba e la schifano di mangiare”. (Il Milione, cap.
XLIX).
Dopo la scoperta del Selenio nel 1817, ad opera dello svedese Berzelius, botanici e chimici attribuiscono quella
disavventura alla elevata concentrazione dell’elemento nel suolo e nelle piante
di quella regione. Negli anni ‘30 la fama del Selenio come elemento chimico estremamente tossico viene di nuovo alimentata dal sospetto
del suo possibile ruolo nella genesi del cancro.
Nel 1957, anno della riabilitazione per il Selenio, Schwartz
e Foltz ne stabiliscono il ruolo essenziale
nell’alimentazione animale.
Nel
Nel
Negli ultimi anni vengono identificati nuovi aspetti dell’attività del Selenio:
azione antiossidante cellulare, prevenzione dell’arteriosclerosi e dell’infarto
miocardico, protezione nei confronti della sclerosi
multipla e di alcune forme di cancro.
Per comprendere l’ambiguità inquietante di una storia in cui il Selenio da
veleno viene promosso antiossidante cellulare, è
opportuno rievocare una frase di Paracelso: “La
nozione di veleno dipende esclusivamente dalla dose”.
Proprietà
Il ruolo chiave del Selenio come anti-ossidante cellulare richiede alcune
premesse relative al tema dei “radicali liberi” che ne
definiscano l’origine, il ruolo in condizioni fisiologiche e patologiche, i
meccanismi di difesa messi in atto dall’organismo per contrastarne gli effetti.
Radicali liberi
Ogni tipo di inquinamento ed ogni sostanza tossica
provoca una sovrautilizzazione di micronutrienti.
L’esposizione al sole comporta un consumo di betacarotene
a livello della pelle, a causa della ossidazione dei
lipidi presenti a livello della membrana cellulare.
Il fumo di sigarette riduce la vitamina C, la vitamina
E, la vitamina B9 e B12, i carotenoidi.
Nell’aria che respiriamo sono presenti molte sostanze
inquinanti, come ‘anidride solforosa, l’ossido di azoto, l’ozono, gli
idrocarburi, le particelle di fuliggine.
L’acqua che beviamo contiene cloro, nitrati,
alluminio ed altri inquinanti.
Gli alimenti che ingeriamo introducono anche coloranti, conservanti, additivi,
sostanze mutagene e cancerogene derivanti da cibi troppo cotti o arrostiti.
L’inquinamento all’interno degli ambienti di lavoro risulta
superiore a quello esterno.
Esso è dovuto alla cessione di sostanze tossiche, come
composti organici volatili, solventi, aldeidi e formolo,
da parte del materiale edile, intonaci, vernici, fibre di vetro, tessuti per
arredamento, elettrodomestici e da parte di prodotti per la manutenzione, come
detersivi, e solventi o da diffusione di materiali sintetici.
L’inquinamento del microambiente in cui si vive può provocare la “sindrome da
edificio inquinato” (“sick building syndrom”), caratterizzata da sonnolenza, cefalea,
stanchezza, irritazione della mucosa degli occhi, del naso e delle prime vie
aeree.
Uno studio controllato condotto negli Stati Uniti ha evidenziato una riduzione
del 20% delle prestazioni degli impiegati che lavorano
in ambienti inquinati.
Tutte le sostanze inquinanti provocano la liberazione di radicali liberi in
grandi quantità, con un conseguente danno a livello di tutte le strutture
cellulari.
I radicali liberi possono essere neutralizzati
mediante l’intervento di sostanze anti-ossidanti.
Radicali liberi e patologia
Radicale libero è una molecola o un atomo con un elettrone spaiato sul
mantello elettronico esterno.
E’ estremamente instabile, ha una vita breve e manifesta una reattività intensa con molecole ed atomi vicini.
I radicali liberi sono indispensabili per alcune funzioni vitali (respirazione cellulare, meccanismi di difesa ...).
Tuttavia essi possono avere
un’origine esterna: sostanze inquinanti, fumo, alcol, farmaci, radiazioni ionizzanti
... L’aumentata produzione e la persistenza di radicali liberi comporta un danno a diversi livelli con la morte cellulare.
Secondo la teoria dei radicali liberi, introdotta da Denham
Harman nel 1956, l’invecchiamento sarebbe la
conseguenza del danno minimo ma continuo dei radicali liberi, facilitato dalla
riduzione progressiva dei meccanismi di difesa.
Radicali liberi e meccanismi di difesa
Il sistema difensivo è assicurato da sostanze
anti-ossidanti capaci di neutralizzare i radicali liberi. Si distinguono in 2
gruppi principali: (1) enzimi specifici intracellulari,
(2) “scavengers” di membrana. Gli enzimi intracellulari comprendono principalmente la superossidodismutasi (SOD), la catalasi (CAT) e la glutationeperossidasi (GSH). Gli “scavengers”, letteralmente “spazzini”, sono micronutrienti presenti soprattutto negli alimenti di origine vegetale. Essi comprendono la vitamina A, la
vitamina C e la vitamina E.
Indicazioni
-
Fenomeni involutivi senili.
-
Infezioni recidivanti, in particolare O.R.L.
-
Processi infiammatori cronici.
-
Prima e dopo un atto chirurgico.
- In
corso o dopo trattamento farmacologico prolungato.
-
Rischio cardio-vascolare.
Posologia
Una dose al dì o 3 volte alla settimana, per periodi
prolungati di trattamento.
Associare l’oligoelemento diatesico.
Utile associare
vitamina A, C ed E.