FERRO   Bioticatal
Fe

Elemento
Essenziale
Quantità totale (adulto) 4-5 grammi
Concentrazione media (siero) 0,8-1,4 microgrammi/L
Fabbisogno quotidiano 10-20 mg
Apporto consigliato in oligoterapia (mg al dì):
catalitica -
nutrizionale 7-30 (L.A.R.N.)
farmacologica -

Essenziale
Viene utilizzato nelle condizioni a rischio carenziale di ferro e nelle anemie da carenza di ferro.

Posologia
Somministrazione ripetuta di piccole quantità di ferro.

Complementari
E’ opportuna l’associazione sinergica di Ferro, acido folico e vitamina C.

Il Ferro è uno degli elementi più abbondanti della crosta terrestre, dove si trova legato ad Ossigeno e Zolfo.
Da un punto di vista quantitativo, il Ferro è l’oligoelemento più abbondante dell’organismo, fondamentale per lo svolgimento di numerose funzioni biologiche vitali.

Apporto e metabolismo
Il Ferro viene assorbito principalmente a livello di duodeno e digiuno, con un meccanismo di trasporto attivo, esclusivamente allo stato ferroso (Fe++). L’apporto in piccole quantità assicura l’assorbimento massimale.
Il Ferro eminico contenuto nella carne è assorbito più efficacemente del Ferro di origine vegetale. Il Ferro che abbonda negli spinaci, è scarsamente assimilabile. I fitati dei cereali e i tannini del tè, sono fattori inibenti, mentre l’acido ascorbico (vitamina C) favorisce l’assorbimento di Ferro.
Rame e Molibdeno sono oligoelementi indispensabili per l’assorbimento e la mobilizzazione del Ferro.
Il Ferro ha un metabolismo a circuito chiuso, quindi per compensare le perdite fisiologiche di 1-2 mg al dì, è necessario un apporto equivalente.
Nell’uomo il Ferro è presente sotto forma bivalente (Fe++), potenzialmente tossica e la forma trivalente (Fe+++) insolubile. La transferrina e la ferritina hanno la funzione di legare il Ferro in forma stabile e non tossica. La transferrina lega in maniera reversibile il Ferro extracellulare e lo trasporta ai tessuti. La ferritina accumula il Ferro intracellulare in eccesso.

Ruolo
Posto all’incrocio di molte vie metaboliche, il Ferro partecipa a numerose attività enzimatiche implicate nel flusso di energia cellulare (citocromi, catalasi, perossidasi), ma soprattutto assicura la respirazione cellulare in quanto centro attivo dell’emoglobina e della mioglobina.


Carenze e accumulo
Probabilmente la carenza in Ferro e acido folico è l’alterazione nutrizionale più comune nel mondo.
Il fabbisogno quotidiano in Ferro non è elevato, ma deve essere soddisfatto per svolgere le funzioni vitali della cellula.
I profondi mutamenti indotti dall’era industriale comportano una riduzione del fabbisogno calorico e una modificazione radicale dell’alimentazione con il consumo prevalente di proteine, lipidi e zuccheri raffinati. In questo contesto si è ridotto l’apporto di Ferro in relazione all’apporto calorico. Fino a qualche anno fa, un deficit del bilancio del Ferro era identificato con l’anemia. Oggi è possibile individuare più precocemente le situazioni carenziali.
I gruppi della popolazione a rischio carenziale sono i bambini, le donne e gli anziani.
Nei Paesi del sottosviluppo la malnutrizione è la prima causa di carenza in Ferro.
Nei Paesi industrializzati la situazione più comune responsabile di carenza è il sanguinamento a livello dell’apparato gastrointestinale (emorroidi, ulcera peptica, assunzione di FANS, ernia jatale, varici esofagee, diverticolosi del colon, neoplasie dell’apparato digerente).
Nelle donne in età fertile la causa principale è rappresentata dalle menorragie.
Un’alimentazione carente in Ferro è spesso carente anche in acido folico, dotato di attività complementare.
Uno stato carenziale può comportare manifestazioni cliniche molteplici:
1. Ridotta resistenza allo sforzo fisico e mentale con riduzione dell’attenzione, sonnolenza, facile esauribilità, apatia, irritabilità, palpitazioni, cefalea.
2. Vulnerabilità accresciuta nei confronti delle infezioni.
3. In gravidanza, aumentato rischio di nascite premature, malformazioni fetali e complicanze ostetriche.

All’estremo opposto, particolare importanza riveste il riconoscimento di condizioni cliniche con accumulo di Ferro, in quanto un aumento anche moderato dei depositi di Ferro, aumenta il rischio di insorgenza di tumori.

Indicazioni

- Condizioni a rischio carenziale in Ferro: infanzia, gravidanza, allattamento, età fertile nella donna, terza età.

- Anemie da carenza di Ferro.

Posologia
E’ preferibile la somministrazione ripetuta di piccole quantità di Ferro (5 mg, 3 volte al dì), per evitare fenomeni di intolleranza, ma soprattutto la saturazione dei recettori di assorbimento, definita “blocco mucoso” da Granick.
E’ opportuna l’associazione sinergica di Ferro, acido folico e vitamina C.


Litoterapici a base di Ferro

Bornite, Chalcopyrite, Hématite, Glauconie, Granite, Graphite, Lazulite, Pyrite de fer, Rhodonite.